Fare Trading e Investire NON è 80% psicologia

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Le 4 skill indispensabili di ogni trader per smettere di preoccuparsi della psicologia nei mercati

 

Il segreto del mio successo nel trading deriva da una sola parola… disciplina. Puoi avere la conoscenza, le capacità e persino un intelletto superiore ma se non hai disciplina tutto il resto è inutile. – Mark Minervini

 

Questo Tweet di Mark Minervini mi ha ispirato a scrivere questo articolo.

 

Diciamoci la verità, dire a trader, investitori e aspiranti tali che l’unica cosa che manca loro per avere successo è la gestione delle emozioni vende un sacco.

Dire che bisogna studiare i mercati, capire gli edge che questo offre, quali si sposano con il mio modo di essere e i miei impegni e imparare una strategia completa vende molto meno.

Non solo, vendere il concetto che il motivo per cui perdi i soldi è colpa TUA e non di quello che ti è stato insegnato leva il guru della situazione da una marea di problemi.

Hai chiuso ai minimi di mercato? 

Sei un coglione.

Hai comprato ai massimi?

Sei sempre un coglione.



E se il coglione fosse colui che non ti da un’alternativa che noi sia “soffri come un cane e incrocia le dita, prima o poi, nei prossimo 15 anni, sarà tutto passato”?

Anche io nel mio libro Trend Positioning (spero tu lo abbia letto) parlo di psicologia ma bisogna stare attenti a non cadere in inganno.

Infatti parlo di matematica e psicologia come alla base di una strategia vincente.

Le parole chiave, che fanno tutta la differenza sono matematica e strategia.



Senza di esse la sola psicologia non ha senso nemmeno di essere discussa.

 

Gli stessi pattern sui grafici non sono altro che l’effetto della psicologia degli investitori attraverso le loro scelte d’investimento, che per via delle loro dimensioni lasciano delle orme nel terreno.



Ma…

 

Imparare a fare le scelte giuste è ciò che ti aiuterà a gestire le emozioni, non viceversa.

 

 

La storia del cacciatore di tacchini

 

 

Nel suo libro “Why you win or Lose” Fred Kelly illustra una scena che si sposa benissimo con i mercati azionari.

 

Un ragazzino stava percorrendo la sua solita strada per tornare a casa dopo la scuola quando, all’improvviso, si imbatte in una scena mai vista: un tizio che corre cercava di acchiappare dei tacchini.

 

La trappola consisteva in una gabbia con una sorta di puntello nella parte superiore collegato a una lunga corda che arrivava a qualche decina di metri di distanza.

 

Una volta entrati abbastanza tacchini dentro la gabbia, il tizio avrebbe tirato la corda per permettere al puntello di chiudere la gabbia e portare a casa il bottino.

 

Il ragazzino tutti i giorni visse la stessa scena finché un giorno notò che dentro la gabbia c’erano ben 12 tacchini che continuavano a cibarsi del grano messo lì per intrattenerli abbastanza tempo da permettere ad altri tacchini di arrivare.

 


Incuriosito dalla scena quel giorno il ragazzino decide di nascondersi e guardare la scena.

 

Ad un certo punto uno dei 12 tacchini uscì dalla gabbia e ne rimasero 11.

 

“Accidenti, avrei dovuto chiudere quando c’erano 12  tacchini dentro” borbottò  l’uomo con la corda in mano.

 

“Aspetterò qualche minuto e vediamo se torna dentro anche il 12°”

 

Ma un minuto dopo altri 2 tacchini uscirono dalla gabbia lasciando l’uomo con soli tacchini.

 

“Non ci posso credere avrei dovuto accontentarmi di 11, non appena rientrano altri due giuro che chiudo”, sbuffò l’uomo ormai spazientito in preda alla rabbia.

 

Ma proprio in quel momento altri 3 lasciarono la gabbia lasciando l’uomo con 6 tacchini.

Ovviamente non aveva nessuna intenzione di mollare la presa ma uno dopo l’altro i tacchini continuarono a lasciare la gabbia raggiungendo gli altri ormai “liberi” tacchini fino a quando rimase con 1 solo e poi una gabbia vuota e tanta rabbia.

 

La psicologia dell’investitore medio non è molto diversa dal cacciatore di tacchini: sperano che i tacchini tornino in gabbia anziché aver paura di rimanere senza niente.

 

Totalmente d’accordo, è un altro di questi miti che viene pedalato tutto il tempo. La mia opinione è che se trovi un vantaggio e lo verifichi / backtest, la parte psicologica del trading lo segue perché hai costruito fiducia nel vantaggio per eseguirlo continuamente.

Ma allora la psicologia c’entra oppure no?

 

Regole! Regole” E ancora regole…

 

Se hai una pessima gestione del rischio, non hai regole quando entrare a mercato, regole per quando uscire, regole quali titoli comprare, regole per sapere quanta percentuale di capitale investire…

La psicologia non ti aiuterà a risolvere nessuno di questi problemi.

Forse ti servirà uno psicologo dopo aver perso tutti i soldi ma questa è un’altra storia.


Quando avrai scritto e imparato queste regole la psicologia ti aiuterà a guadagnare più soldi, non prima.

 

Edge Vs. Psicologia

 

Se hai letto le biografie di trader di successo, ti ricorderai che non hai mai letto di un trader che per diventare il migliore è andato dallo psicologo.

 

Ma ognuno di loro ha lavorato per trovare situazioni di mercato, caratteristiche fondamentali e tecniche e pattern grafici da poter replicare durante ogni ciclo di mercato, ovvero quello che definiamo “edge”.

 

Poi DOPO hanno lavorato per avere la disciplina di seguire le regole.

 

Questo è ciò che significa psicologia del trading: la disciplina di seguire le proprie regole a prescindere dalle proprie emozioni.

Ma se non ci sono regole non c’è psicologia che tenga.


Rimanere a mercato durante un crollo del -30% NON è questione di psicologia come vorrebbero farti credere.

Quella si chiama pazzia.

 

Se non hai regole non puoi avere disciplina e quindi controllo della tua psicologia.

E se non hai regole tutto ciò che ti rimarrà sarà dover diversificare il tuo portafoglio per un misero 7% all’anno alla mercè dell’inflazione.

L’altro errore madornale che farai per controllare la “psicologia” sarà avere posizioni infinitesimali (sotto il 10%) che non muoveranno di un centimetro il tuo portafoglio-

Per essere un grande trader devi sviluppare 4 cose:

1. La capacità di identificare buone operazioni basate sul rischio/rendimento.

2. La disciplina per seguire le tue regole.

3. Il senso di sapere quando essere un ingordo maiale (size elevate sui titoli con il maggior numero di edge)

4. La capacità di sapere quando rimanere fuori dai mercati.

Ecco, vuoi imparare come gestire la psicologia durante i crolli?

STANNE FUORI!

 

Come vedi la psicologia è al punto 2 e al massimo rappresenta il 25% del processo.

 

 

La convinzione dell’autoefficacia

 

 

Lo psicologo Albert Bandura ha definito l’autoefficacia come una convinzione personale nella propria capacità di avere successo in situazioni specifiche o di portare a termine un compito.

 

Secondo i suoi studi non è sufficiente possedere le conoscenze e le abilità necessarie per svolgere un compito; si deve anche avere la convinzione di poter eseguire con successo i comportamenti richiesti in circostanze tipiche e, soprattutto, in circostanze difficili.

 

Se sei un imprenditore la tua convinzione di essere il migliore in quello che gai è probabilmente molto alta.

 

Se sei un insegnante di inglese la tua convinzione di riuscire a parlare in inglese meglio della media nazionale è sicuramente molto alta.

 

La mia convinzione di saper essere sexy mentre ballo è, al contrario, molto bassa.

È per questo che mi vedrai ballare alla festa di capodanno solo dopo la terza bottiglia di Cannonau.

 

La convinzione dell’autoefficacia svolge quindi un ruolo molto importante e superiore rispetto alo concetto di psicologia.

 

Ma come si costruisce questa convinzione?

 

Le 5 fonti dell’autoefficacia

 

Come spiego in questo video che puoi guardare su Youtube, le cinque fonti delle convinzioni di autoefficacia sono:

 

  1. Mastery of experiences
  2. Social modelling
  3. Social persuasion
  4. Emotional and physiological state
  5. Visualisation

Guarda il video cliccando nell’immagine qua sopra per capire cosa significa e come applicarle fin da subito o vai nel mio canale Youtube.

 

Buon Trading

Gian

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