Perché DEVI evitare di ispirarti a Warren Buffett se vuoi smettere subito di perdere soldi (SUL SERIO!)

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Perché devi EVITARE di ispirarti a Warren Buffett se vuoi smettere subito di perdere soldi (SUL SERIO!)

 

Qualche settimana fa ho deciso di usare l’immagine accanto per spiegare quello che SOLO apparentemente vuole essere una sfida tra me e l’oracolo di Omaha.

 

Prima di immergerci nella lettura delle prossime righe devi sapere che è stata (ed è) una provocazione.

Proprio come il titolo di questo articolo.

Infatti partire con una frase come “Perché DEVI smettere subito di ispirarti a Warren Buffet” probabilmente non mi mette nel podio delle persone più umili del pianeta.

Capirai perché NON è così, anzi.

Ma attenzione: NON vuole essere un click-bait per portarti a leggere. Ci sono delle cose che penso veramente possano esserti d’aiuto in quello che ho da dirti e delle verità che vanno oltre la controversia.

Mi dovrai perdonare per la franchezza, ma penso che di bugiardi gentili sia pieno il mondo. Il mio obiettivo è cambiare totalmente ciò che l’italiano provinciale medio pensa del trading e degli investimenti.

Voglio precisare che sono cresciuto in un paesino di 20.000 anime nel sud Sardegna, lungi da me offendere chi non è nato in città. Con “provinciale ” intendo anche l’ingegnere milanese che non ha mai aperto mezzo libro al di fuori dei testi universitari e pensa di conoscere il mondo meglio di chiunque altro solo perché il Papi “c’ha la grana” e l’ha portate due volte a Sharm el Sheik.

Non è colpa tua MA è la tua responsabilità.

Penso che il 99% delle persone non sia fatto per diventare un trader o un investitore. 

Il primo motivo è che le persone non vogliono diventare trader. 

Vogliono un mezzo per non lavorare più o per scappare dal datore di lavoro che odiano o ancora trovare qualcosa che gli permetta di non andare a lavorare.

Detto in maniera diversa le persone pensano al trading con una motivazione da antagonista piuttosto che da protagonista.

Quindi aprono un conto per scappare dalla loro vita più che per il sogno reale di costruire qualcosa di grande.

Quando le persone reagiscono  contro chi vive di trading e decide ANCHE di vendere prodotti e servizi perché ha una mentalità imprenditoriale, pensando che “se conoscessi quello che dici vivrei in un’isola deserta e non sarei certamente su Facebook a vendere un libro” intendo proprio questo.

Vogliono usare il trading per scappare dalla loro vita.

Io l’ho utilizzato per servirmi e creare quella che volevo.

Quindi pensano a se stessi e fanno tutto quello che possono per appagare il proprio ego. Ma in realtà l’unico scopo di diventare un trader è estrarre denaro dal mercato, e questo NON ha nulla anche fare con l’ego.

Quindi iniziano a studiare quello che fa Warren Buffett capendo la metà delle cose e iniziano ad  applicarne un’altra metà che hanno compreso (poco e male).

Oppure iniziano a studiare e leggere testi scritti da accademici e non da investitori, così da potersi sentire intelligenti e dare la colpa al mercato e agli istituzionali cattivi quando e cose non funzionano.

Quello che non comprendono è che Buffett è l’investitore più ricco del mondo ma NON il più capace e talentuoso. E se gli accademici avessero ragione sarebbero ricchi.

E invece no. Ed è il motivo per cui TU non dovresti pensare di fare quello che fa Warren Buffett.

Ma ci arriviamo tra poco. 

Ricorda che l’obiettivo finale del trading è fare soldi sistematicamente in un numero abbastanza elevato di volte, non effettuare operazioni per il bene del tuo consulente, e perderne il meno possibile durante il processo.

Il VERO segreto di Warren Buffett

Tutti pensano che il suo vero segreto sia stata la sua capacità di analizzare aziende e selezionarne una manciata che senza nessuna possibilità di errore lo hanno portato a diventare l’investitore più ricco al mondo.

Niente di più falso.

A dire il vero Buffett è uno stock picker abbastanza mediocre. Le sue capacità sono invece la comprensione di un business, acquisendone una percentuale abbastanza alta da avere diritto di parola nel CDA.

Basti pensare che comprò le prime azioni di Coca Cola alla fine degli anni ’80, ben vent’anni dopo la quotazione azionaria.

Non andò meglio con Coca Cola che acquistò nel 2016, addirittura TRENTASEI anno dopo la sua quotazione.

Diciamoci la verità, CHIUNQUE è in grado di saper scegliere questi due titoli dopo trent’anni.

Non solo. Quello che forse non sai, a dimostrazione che lui è uno stock picker piuttosto mediocre è che non sono rari i casi in cui altri investitori hanno creato sistemi di trading e investimento in gradi di fare il 100% o il 200% meglio dell’Oracolo di Omaha.

Carl Ichan per esempio ha annualizzato il 31% medio dal 1968 al 2011.

Peter Lynch il 29.2% dal 1977 al 1990.

Jim Simons il 66% dal 1988 al 2018.

Paul Tudor Jones portò a casa l’87.4% e il 125.9% shortando rispettivamente il mercato giapponese nel 1990 e quello americano nel 1987.

Eppure, nonostante parliamo comunque di miliardari, TUTTI hanno avuto performance superiori a quelle dello zio Warren per decenni.

Ma allora perché tutti conoscono Buffett e lui con percentuali inferiori ha superato tutti almeno sulla base del patrimonio netto?

I motivi principali sono 3:

  1. Ha comprato la sua prima azione a 11 anni nel 1941
  2. Non ha mai smesso per i successivi 80 anni.
  3. Ha creato legami con imprenditori del calibro di Bill Gates avendo la possibilità di accedere alla merce fresca prima del botto.

È QUESTO il modo in cui lui fa i soldi: avendo partecipazioni su aziende chiave nella loro industria.

Pensa che proprio qualche settimana fa, lo zio ha comprato 1 miliardo di azioni Activision Blizzard poco prima che Microsoft l’acquisisse per 68 miliardi di dollari.

Che strano caso, eh? 🙂 

Per farti comprendere ancora più a fondo l’importanza del vero segreto di Warren Buffett, che se non si fosse capito è stata la pazienza di fare per 80 anni la stessa cosa, voglio ricordarti che è diventato miliardario “solo” a 56 anni, dopo 45 di investimenti.

Jim Simons, non ha trovato la sua vera strada almeno fino ai 50 anni. Quindi pound for pound Jim Simons stacca di gran lunga Buffett.

Quindi se non hai 11 anni o 80 anni di vita davanti e il contatto più vicino che hai con Bill Gates è l’assistenza Microsoft, forse dovresti pensare a un altro modo.

Chi pensa di seguire quella strada ha un unico problema e si chiama EGO.

E come abbiamo visto sopra ha poco a che fare con il fare soldi.

Accademici Vs. Mondo Reale 

Un’altra pratica che viene venduta come l’unica vera e “riconosciuta” (riconosciuta da chi, poi? Mah…) è quella dell’investimento passivo che vede come strategia l’acquisto di abbastanza asset da diversificare il portafoglio e mitigare il rischio mentre il mercato crolla.

Esistono una milionata almeno di problemi per cui questo è sbagliato, e ne ho parlato in fari format, post e video. Quindi mi limiterò a usare fonti autorevoli spiegando, forse, il motivo principale per cui poi nessuno ha fatto soldi in quella maniera.

Naval, in uno dei suoi pezzi più interessanti mentre parla di ricchezza cita Rory Sutherland, un marketer inglese che critica aspramente la visione di alcuni sulle scelte razionali dei clienti, e dice:  “Il marketing è la scienza di sapere su cosa si sbagliano gli economisti”.

Gli economisti presumono un comportamento perfettamente razionale, ma gli esseri umani sono ovviamente creature biologiche e quindi razionali solo suola carta.

Nassim Taleb andrebbe ancora oltre e direbbe che gli economisti presuppongono una falsa razionalità. Gli esseri umani infatti valutano in ogni momento il rischio di rovina, il rischio di andare a zero, mentre gli accademici stanno commettendo errori di ragionamento ergodico.

Presumono cioè che ciò che è buono per “l’ensemble” sia buono per l’individuo, e OVVIAMENTE non lo è.

Quando dico che gli accademici pensano all’investitore come a una versione un pò meno intelligente di Einstein ma in realtà si dimenticano che l’individuo medio davanti ai mercati somigli più a Homer Simpson davanti alla sua ciambella preferita intendo propri questo.

Un individuo non vuole andare a zero, non vuole morire, quindi non correrà rischi di rovina e non correrà il rischio di andare in bancarotta.

Questo vuol dire che proprio quando l’investitore di questo tipo compra mentre il mercato crolla ha due scenari possibili.

  1. È abbastanza fortunato da beccare il minimo assoluto di mercato.
  2. Ad un certo punto, per paura di andare in bancarotta, venderà le proprie posizioni per paura di andare in rovina. Perdendo il rialzo successivo.

 Chi rimane in questa fase, lo ripeto, lo fa per ego ed ha un’ignoranza sulla conoscenza dei mercati a livelli fuori ogni media.

Anche se ha una laurea in economia o fa l’espertone sui social. STOP.

Al massimo chi rientra in questa categoria è un risparmiatore che non vuole assumersi nessuna responsabilità dei suoi soldi, ma di certo NON un investitore.

E se anche una volta va bene a culo non potranno ripeterlo perché non esiste un processo per avere sempre culo.

Sorry.

Il cervello di un trader: come riprogrammarlo

Generalizzando, senza far cadere gli anatomisti dalla sedia, il cervello è diviso in due parti: il lato sinistro e il lato destro.

Ovviamente hanno funzioni diverse e l’equilibrio tra loro è diverso in ognuno di noi.

Quando sei guidato prevalentemente dal cervello sinistro, sei genralmente una persona che opera con molta logica e disciplina. Al contrario, se hai prevalentemente il cervello destro, potresti propendere per l’uso dell’intuizione e di quello che ti dice la pancia.

Apparentemente quelli dotati di cervello sinistro sono i trader e investitori più capaci. Tuttavia, questo è falso.

Quando sei guidato dal cervello sinistro, potresti diventare troppo rigido nel tuo approccio e prendere decisioni logiche ma che non interessano al mercato.

Ma anche essere un trader che usa il cervello destro potrebbe portarti a fare troppo affidamento sull’intuito o ritrovarti a prendere decisioni emotive che possono essere disastrose per il tuo account anche se hai una buona idea di dove si sta dirigendo il mercato.

Entrambe le aree hanno i loro vantaggi e svantaggi.

A questo punto magari stai pensando che è troppo complicato e vuoi buttare tutto dalla finestra.

La buona notizia è che tutti usiamo entrambi inconsciamente.

In altre parole, il nostro istinto potrebbe dire una cosa mentre il nostro approccio metodico ne sta dicendo un’altra.

Questi segnali confusi – senza rendersene conto – rende difficile superare alcuni pregiudizi come quelli che abbiamo visto nel paragrafo precedente, che portano a molti errori di giudizio.

Per capire meglio questo, diamo un’occhiata al cervello di un trader principiante ed esperto.

Per il trader alle prime armi, la parte intuitiva del cervello è la più attiva. In molti casi, non pensano alle conseguenze, ma basano le loro decisioni su dati recenti o “istinto di pancia” tipico del cervello destro.

Questi segnali derivanti dall’istino viaggeranno dai loro occhi al lato sinistro del cervello dove saranno riconosciuti come un pattern. Ma a causa della mancanza di esperienza e significato di questi schemi, il segnale tornerà al cervello destro in cerca di risposte.

Così il cervello andrà avanti e indietro portando a molte domande, ripensamenti e battaglie interne. Questo crea uno stato di dissonanza e qualunque azione il novizio decida di intraprendere successivamente, sarà fatta per alleviare questo senso di ansia. Pertanto, l’esito dell’operazione porterà probabilmente a errori futuri perché la decisione è stata basata su uno stato di confusione.

Per il trader esperto, la parte riflessiva del cervello è la più attiva.

A questo punto del mio percorso per esempio, il mio cervello si è sviluppato per riconoscere molti pattern in pochi decimi di secondo.

Con questi modelli memorizzati dopo migliaia di ore e centinaia di migliaia di grafici studiati, posso eseguire il mio sistema sulla base di dati molto più affidabili.

Quando vedo un grafico in realtà vedo dei pattern (non parlo di pattern grafici ma proprio di combinazioni di dati), il cervello li elabora rapidamente perché sono familiari, quindi non c’è dissonanza tra l’istinto e la parte razionale.

Quella combinazione di dati farà emergere una sensazione molto migliore rispetto a un trader novizio a causa di questo meccanismo di riconoscimento e la paura o l’ansia saranno molto meno nel processo decisionale. In altre parole, il trader esperto sta tradando in uno stato di chiarezza mentale.

Capisci quindi che il cervello può essere addestrato per un migliore processo decisionale e, in definitiva, per raggiungere l’eccellenza nel trading.

Sfortunatamente, questi cambiamenti nel cervello sono principalmente il risultato dell’impegno durante diversi cicli di mercato osservati per molti anni. Tuttavia, con una profonda consapevolezza di come il cervello elabora i segnali e l’armonia richiesta durante il processo decisionale puoi prendere efficacemente decisioni future molto più simile al trader esperto anche tu.

Se adotti consapevolezza in ogni aspetto del tuo trading, accelererai la curva di apprendimento e minimizzerai i tuoi errori. Mantieni la concentrazione alta e cerca di costruire lentamente la capacità di riconoscere pattern e modelli piuttosto che tentare di padroneggiare ogni aspetto del trading in una volta e pensare che ttto sia questione di fiuto o sesto senso…

Quello che vuoi è diventare un trader consapevole ed essere in sintonia con i tuoi processi mentali e in definitiva con i mercati

Invece di tenere traccia delle tue operazioni in un foglio di calcolo e registrare solo la percentuale guadagnata o la percentuale persa, scrivi perché hai preso il trade, come ti sei sentito e perché  poi è stato chiuso. Questo dettaglio sarà molto più prezioso e accelererà immensamente la curva di apprendimento.

Più consapevolezza porti ai tuoi processi mentali, più velocemente svilupperai un cervello più simile a quello di un trader esperto.

Con il passare del tempo le tue intuizioni diventeranno più affidabili perché si stanno formando sulla base del riconoscimento di situazioni simili al passato piuttosto che di sentimenti recenti che non comprendi per mancanza di consapevolezza.

Presto sarai in grado di prendere decisioni rapide con sicurezza quando il mercato le richiede invece di essere accompagnato da una nuvola di paura e ansia.

Il risultato  – e il numero degli ZERI sul tuo conto in banca – è un processo decisionale molto più accurato di quello che i Babbani pensano e che porta a piccole perdite e molti più profitti.

Buon trading

Gian

 

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