Il CPI spaventa i mercati

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Il CPI spaventa i mercati, con gli indici che hanno aperto in gap-down martedì in seguito ai dati di gennaio sopra le attese e alle reazioni negative alle trimestrali di Shopify (SHOP) e Arista Networks (ANET).  Il Dow Jones ha rotto in maniera decisa la SMA10D e la EMA21D.

Il Semaforo TPRI rimane giallo, ma abbiamo assistito ad un peggioramento del breadth di mercato, come rilevato dagli scan R.A.P.T.OR.

Profondo rosso nei mercati

Il rally ha registrato una battuta d’arresto dopo che il CPI di gennaio ha superato le stime, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury e riducendo le probabilità del taglio dei tassi da parte della Fed. Shopify, Arista Networks, Datadog (DDOG) e Marriott Worldwide (MAR) hanno registrato EPS in calo o guidance deludenti.

Il Dow Jones è scivolato dell’1,35%, violando la EMA21D. L’S&P500 è sceso dell’1,4% e il Nasdaq ha perso l’1,8%, entrambi testando l’area della EMA21D.

Breadth debole, con i titoli in rosso che hanno schiacciato quelli in positivo per 11-1 sul NYSE e quasi 5-1 sul Nasdaq.

Dopo appena un giorno, tutto da rifare per le small-cap, con il Russell2000 che ha perso quasi il 4% trovando supporto sulla SMA50D.

L’ETF S&P 500 Equal Weight (RSP) ha perso l’1,7%, scendendo sotto la EMA21D, ma trovando compratori sulla SMA50D. Il Nasdaq 100 Equal Weighted Index ETF (QQEW) è sceso dell’1,8%, ma ha poi riconquistato la EMA21D.

Nonostante la giornata di vendite, buona prova di alcuni leader del tech che hanno recuperato dai minimi di giornata.

Il rendimento del Treasury a 10 anni è balzato di 14,5 punti base al 4,315%, ai massimi da novembre.

 

Il CPI di gennaio batte le stime

Il CPI core è risultato più elevato del previsto, con i prezzi dei servizi aumentati al ritmo più veloce da settembre 2022.

Il CPI headline è salito dello 0,3% a gennaio, al di sopra delle aspettative per un aumento dello 0,2%. Il tasso di inflazione YoY è sceso al 3,1% dal 3,4% di dicembre, sopra le previsioni del 3%.

Il CPI core, che esclude i prezzi volatili del cibo e dell’energia, è aumentato dello 0,4% MoM, al di sopra delle stime dello 0,3%. Il tasso di inflazione annuo del CPI core è rimasto stabile al 3,9%, superando le previsioni del 3,7%. Il CPI core ha toccato un massimo del 6,6% a settembre 2022, il più alto degli ultimi 40 anni.

I prezzi dei beni core sono diminuiti dello 0,3% a gennaio, la più grande diminuzione da luglio, ma i prezzi dei servizi core sono aumentati dello 0,7%. L’andamento dei servizi viene seguito con particolare attenzione dalla Fed.

Guardando ai tassi YoY di alcune voci si capisce subito come in alcuni settori i prezzi stiano ancora galoppando:

  1. Inflazione dell’assicurazione auto: 20,6%
  2. Inflazione dei trasporti: 9,5%
  3. Inflazione dei servizi ospedalieri: 6,7%
  4. Inflazione delle riparazioni auto: 6,5%
  5. Inflazione per i proprietari di casa: 6,2%
  6. Inflazione degli affitti: 6,1%
  7. Inflazione del cibo consumato fuori casa: 5,1%

Il CPI non è l’unica misura dell’inflazione. Il PCE ha mostrato una pressione dei prezzi inferiore di recente, mentre venerdì sarà il turno del PPI.

Le probabilità di un taglio dei tassi a marzo sono ora crollate.

 

 

Settori e industrie

 

Rimbalzo e lateralità?

Nonostante il movimento di martedì, diversi livelli chiave di supporto sono intatti. Certo se dovessimo scendere sotto le SMA50D o EMA65D la situazione si farebbe più seria.

La sessione di ieri ha dimostrato quanto sia importante entrare a mercato nel momento giusto e prendere profitti parziali in modo da uscire praticamente indenni da giornate come quella appena trascorsa.

Trimestrale Nvidia (NVDA) in uscita il 21 febbraio. Sarà il prossimo catalizzatore, non solo per il tema AI, ma per l’intero mercato?

 

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