La Fed manda gli indici in rosso

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La Fed manda gli indici in rosso, dopo che mercato azionario aveva già iniziato la sessione del mercoledì in difficoltà a seguito delle trimestrali deludenti di Microsoft (MSFT), Alphabet (GOOGL) e Advanced Micro Devices (AMD). Le vendite hanno poi accelerato dopo i commenti del chairman della Federal Reserve, Powell, che ha affermato che un taglio dei tassi già a marzo “è improbabile”.

Amazon.com (AMZN), Apple (AAPL) e Meta Platforms (META) pubblicherano le trimestrali giovedì sera. Tutte e tre hanno chiuso in rosso la giornata di ieri.

Il Semaforo TPRI è passato da verde a giallo dopo il peggioramento del breadth di mercato rilevato dagli scan R.A.P.T.OR.

“Non credo sia probabile”

La Federal Reserve, come anticipato, non ha modificato i tassi durante l’ultimo meeting e ha riconosciuto che la politica monetaria non ha un orientamento futuro più restrittivo. Tuttavia, ha segnalato che la banca non è ancora pronta ad abbassare i tassi.

“Nel comunicato della Fed si legge: ‘Il Comitato non ritiene che sarà opportuno ridurre l’intervallo target fino a quando non avrà acquisito una maggiore fiducia che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il 2%'”.

Powell, è stato molto esplicito, affermando: “Non credo che sia probabile che i decisori si sentiranno abbastanza fiduciosi entro la riunione di marzo.” Ha dichiarato che la politica attuale è restrittiva e ritiene che avrà senso allenatarla in qualche momento quest’anno.

L’annuncio e i commenti di Powell seguono quelli di alcuni funzionari della Fed e della BCE che avevano respinto l’esistenza di un consenso per un rapido e deciso taglio dei tassi nel 2024.

La probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a marzo è scesa al 35,5%, in ribasso dal 40,4% di martedì.

Vendite diffuse e pesanti

Il mercato ha visto le perdite aumentare dopo l’annuncio della Fed e soprattutto i commenti di Powell, chiudendo vicino ai minimi della sessione.

Il Dow Jones è sceso dello 0,8%, invertendo il trend al ribasso da un nuovo massimo intraday. L’indice S&P 500 è scivolato dell’1,6%. Il Nasdaq è crollato del 2,2%, appena al di sotto della sua EMA21D

Microsoft è scesa del 2,7% nonostante gli utili e le prospettive solide. Google è crollata del 7,5% a causa della debole crescita dei ricavi pubblicitari. AMD ha perso il 2,5%, ma è rimasta sopra i minimi nonostante gli utili in linea con le stime e una debole guidance.

Fino ai commenti di Powell le vendite erano concentrate nel tecnologico, ma si sono poi diffuse a macchia d’olio anche in altri settori.

Il Russell2000 è crollato del 2,45%, violando la EMA21D e avvicinandosi alla SMA50D. Di nuovo in difficoltà le banche regionali.

 

Settori e industrie

 

Indici sui supporti chiave

 

Ricorda che spesso i mercati hanno una reazione nel giorno successivo alle riunioni della Fed. Venerdì verrà inoltre pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro. In uscita trimestrali importanti giovedì notte.

Non sono da escludere nuovi movimenti importanti in una direzione o l’altra, considerato anche che gli indici sono in aree di supporto chiave.

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