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Negli anni ’80, i mercati finanziari americani iniziano a percepire l’influenza trasformativa di due innovazioni epocali: i personal computer (PC) e, successivamente, Internet. Questo periodo segna l’avvio di una nuova era per il settore finanziario, in cui la tecnologia ridefinisce l’accesso alle informazioni, l’analisi dei dati e le dinamiche di mercato.
I protagonisti principali di questa fase sono gli operatori di mercato, gli analisti finanziari e le aziende tecnologiche emergenti, come IBM, Apple, Microsoft e Intel, che iniziano a plasmare l’evoluzione del panorama azionario. Il contesto è quello di un mercato in transizione, con il NASDAQ che guadagna rilevanza e l’S&P 500 che riflette i primi segnali di un cambiamento strutturale.
L’introduzione del personal computer, con l’IBM PC (1981) e l’Apple Macintosh (1984), rivoluziona l’elaborazione dei dati finanziari. Software come Lotus 1-2-3 consentono agli operatori di analizzare informazioni di mercato con un’efficienza senza precedenti, superando i metodi manuali tradizionali. Un momento cruciale si verifica il 19 ottobre 1987, durante il “Black Monday”, quando l’S&P 500 crolla del 22,6%. In questo evento, i primi sistemi di trading automatizzati, basati su PC, amplificano le vendite, evidenziando il ruolo crescente della tecnologia nei mercati.
Trasformando radicalmente il panorama degli investimenti, le innovazioni tecnologiche hanno ridefinito il funzionamento dei mercati finanziari. Tuttavia, nonostante questi cambiamenti, la natura psicologica che guida i mercati rimane immutata, richiedendo agli investitori un nuovo approccio per interpretare e affrontare le dinamiche di mercato.
A metà degli anni ’90, l’avvento di Internet accelera ulteriormente questa trasformazione. L’introduzione dei browser Mosaic (1993) e Netscape Navigator (1994) rende l’accesso alle informazioni finanziarie più rapido e diffuso. Nel 1995, l’S&P 500 registra un rialzo del 37,6%, alimentato dall’entusiasmo per le aziende tecnologiche legate a Internet e ai PC, segnando l’inizio del boom tecnologico che culminerà nella bolla dot-com (1995-2000). Il NASDAQ, con il suo focus sulle società tech, diventa il fulcro di questa crescita, trainato da aziende come Microsoft e Intel.
Attualmente, l’S&P 500 e il NASDAQ sono sui loro massimi storici. Il sentiment di mercato, misurato dal bull-bear spread di AAII Sentiment, mostra un lieve miglioramento ma rimane in territorio negativo. Intanto, si registrano aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, che potrebbero alimentare ulteriormente questo rialzo, nonostante il suo scarso consenso tra gli investitori.
Circa 7 trilioni di dollari giacciono nei fondi monetari, pronti a essere reinvestiti con l’abbassamento dei tassi, in un contesto che ricorda molto quello dei primi anni ’80 e l’inizio ufficiale della “quarta rivoluzione industriale”.
Le prospettive di nuove opportunità di investimento si intensificano, con speculazioni su un aumento delle operazioni finanziarie dopo il 4 luglio, secondo fonti vicine all’amministrazione Trump. Tuttavia, le voci di un imminente crollo, come quelle avanzate da figure di spicco come Ray Dalio, continuano a generare cautela tra gli investitori.
Convinzione e opportunità: il rally inaspettato del 2025
La convinzione è la qualità fondamentale che ogni investitore dovrebbe possedere.
Decenni di formazione ed educazione finanziaria hanno spesso sostenuto che investire sia fondamentalmente diverso dal fare trading o speculare, suggerendo che un vero investitore debba evitare i grafici e puntare esclusivamente sulla diversificazione. Tuttavia, questa visione è lontana dalla realtà. La vera distinzione non risiede nelle tecniche utilizzate – che si tratti di analizzare grafici, diversificare, investire in titoli da dividendo o ETF – ma nella natura della convinzione che guida le scelte.
Un investitore si differenzia da un giocatore d’azzardo non per gli strumenti che utilizza, ma per la solidità della sua convinzione, fondata su dati concreti ed evidenze che supportano una tesi razionale. Questa convinzione non si basa su informazioni di seconda mano, opinioni di esperti o mode del momento, ma su un’analisi rigorosa che massimizza le probabilità di ottenere rendimenti superiori al mercato nel lungo termine.
Senza questa base, anche l’approccio più diversificato o prudente rischia di trasformarsi in una scommessa, rendendo l’investitore un semplice giocatore d’azzardo. Al contrario, chi possiede dati e convinzione, ma non cerca, non vuole o non è in grado di battere il mercato, si configura come un risparmiatore, una scelta altrettanto valida e rispettabile per chi la intraprende.
Quando le decisioni di investimento, che si tratti di pianificare la pensione, gestire i risparmi familiari o costruire un portafoglio di crescita, si basano su opinioni personali o su aspettative non supportate da dati concreti, l’assenza di una solida convinzione può portare a scelte poco efficaci. Il nostro ruolo non è imporre la nostra visione, ma fornire agli investitori una prospettiva basata su evidenze, dati e probabilità, aiutandoli a sviluppare o affinare la propria strategia, evitando di lasciarsi guidare da pregiudizi o da ciò che “dovrebbe” accadere.
Situazione attuale del mercato
Attualmente, l’S&P 500 e il NASDAQ sono sui loro massimi storici. Il sentiment di mercato, misurato dal bull-bear spread di AAII Sentiment, mostra un lieve miglioramento ma rimane in territorio negativo. Intanto, si registrano aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, che potrebbero alimentare ulteriormente questo rialzo, nonostante il suo scarso consenso tra gli investitori. Circa 7 trilioni di dollari giacciono nei fondi monetari, pronti a essere reinvestiti con l’abbassamento dei tassi, in un contesto che ricorda molto quello dei primi anni ’80 e l’inizio ufficiale della “quarta rivoluzione industriale”.
Le prospettive di nuove opportunità di investimento si intensificano, con speculazioni su un aumento delle operazioni finanziarie dopo il 4 luglio, secondo fonti vicine all’amministrazione Trump. Tuttavia, le voci di un imminente crollo, come quelle avanzate da figure di spicco come Ray Dalio, continuano a generare cautela tra gli investitori.
Convinzione e opportunità: il rally inaspettato del 2025
La convinzione è la qualità fondamentale che ogni investitore dovrebbe possedere.
Decenni di formazione ed educazione finanziaria hanno spesso sostenuto che investire sia fondamentalmente diverso dal fare trading o speculare, suggerendo che un vero investitore debba evitare i grafici e puntare esclusivamente sulla diversificazione. Tuttavia, questa visione è lontana dalla realtà. La vera distinzione non risiede nelle tecniche utilizzate – che si tratti di analizzare grafici, diversificare, investire in titoli da dividendo o ETF – ma nella natura della convinzione che guida le scelte.
Un investitore si differenzia da un giocatore d’azzardo non per gli strumenti che utilizza, ma per la solidità della sua convinzione, fondata su dati concreti ed evidenze che supportano una tesi razionale. Questa convinzione non si basa su informazioni di seconda mano, opinioni di esperti o mode del momento, ma su un’analisi rigorosa che massimizza le probabilità di ottenere rendimenti superiori al mercato nel lungo termine. Senza questa base, anche l’approccio più diversificato o prudente rischia di trasformarsi in una scommessa, rendendo l’investitore un semplice giocatore d’azzardo. Al contrario, chi possiede dati e convinzione, ma non cerca, non vuole o non è in grado di battere il mercato, si configura come un risparmiatore, una scelta altrettanto valida e rispettabile per chi la intraprende.
Quando le decisioni di investimento, che si tratti di pianificare la pensione, gestire i risparmi familiari o costruire un portafoglio di crescita, si basano su opinioni personali o su aspettative non supportate da dati concreti, l’assenza di una solida convinzione può portare a scelte poco efficaci. Il nostro ruolo non è imporre la nostra visione, ma fornire agli investitori una prospettiva basata su evidenze, dati e probabilità, aiutandoli a sviluppare o affinare la propria strategia, evitando di lasciarsi guidare da pregiudizi o da ciò che “dovrebbe” accadere.
I primi sei mesi del 2025 hanno rappresentato un periodo di forte incertezza per i mercati finanziari, con numerosi indicatori e avvenimenti che sembravano preannunciare un imminente bear market. Nonostante le aspettative ribassiste, il panorama economico ha mostrato una resilienza inattesa, mettendo in discussione le previsioni più pessimistiche. Di seguito, i principali fattori che hanno alimentato il timore di un declino dei mercati:
– Valutazioni azionarie percepite come elevate: Le quotazioni di molte società, in particolare nel settore tecnologico, sono state considerate sopravvalutate rispetto ai fondamentali, sollevando preoccupazioni su una possibile bolla di mercato.
– Buffett Indicator a livelli record: Il rapporto tra la capitalizzazione di mercato totale e il PIL, noto come Buffett Indicator, ha raggiunto valori storicamente elevati, segnalando una potenziale sovraesposizione del mercato azionario.
– Liquidità record di Warren Buffett: La liquidità detenuta da Berkshire Hathaway, superiore ai 300 miliardi di dollari, è stata interpretata come un segnale di cautela da parte di uno degli investitori più influenti al mondo.
– Previsioni catastrofiche di Ray Dalio: L’investitore di fama mondiale ha reiterato avvertimenti su un possibile crollo dei mercati, paragonabile o peggiore a quello del 1929.
– Tensioni geopolitiche tra Israele e Iran: L’escalation del conflitto ha alimentato incertezze globali, con potenziali impatti su energia e commercio internazionale.
– Politiche tariffarie di Trump: Le proposte di nuove tariffe commerciali hanno generato timori di disruption nelle catene di approvvigionamento e di pressioni inflazionistiche.
– Conflitto pubblico tra Trump e Musk: La disputa tra due figure di spicco ha creato ulteriori incertezze, con possibili ripercussioni sulla fiducia degli investitori nei settori tecnologico e industriale.
Ma i mercati hanno sorpreso (quasi) tutti.
Dal 7 aprile 2025, l’S&P 500 ha messo a segno un impressionante rialzo del 20%, uno dei recuperi più rapidi mai registrati dopo un calo del 20% dai massimi storici. L’indice, insieme al Nasdaq 100 è già tornato sui suoi massimi precedenti, trainato da aziende che hanno rivisto al rialzo le loro guidance e da banche che hanno aumentato le stime di EPS per i prossimi mesi e anni. Le grandi capitalizzazioni, in particolare, stanno accelerando gli investimenti in intelligenza artificiale, segnalando una fiducia crescente nel futuro.
Questo rialzo, ancora una volta, ha premiato chi ha saputo mantenere la calma durante le turbolenze di aprile, ignorando il panico alimentato dai media. Se hai resistito alla tempesta o hai investito con convinzione, i tuoi fondi pensione valgono oggi più che mai: un risultato da celebrare! Ma se hai esitato, forse conosci già il motivo. La psicologia dei mercati è un avversario subdolo: un crollo del 20% in due mesi può mettere alla prova anche gli investitori più esperti.
La chiave del successo? Una strategia solida che combini fiducia incrollabile, liquidità strategica e la capacità di cogliere opportunità di crescita senza cedere allo stress emotivo.
Molti investitori, quindi, influenzati da pregiudizi politici, timori di un crollo imminente o dalla convinzione che “questa volta è diverso”, hanno esitato a rientrare nel mercato, perdendo un’opportunità unica, paragonabile a eventi verificatisi l’ultima volta oltre 40 anni fa, come negli anni ’80.
I dati confermano che la maggior parte degli investitori non ha ancora ripreso a investire, sottovalutando il potenziale di crescita di settori come le small cap del Russell 2000, che non toccano i massimi da quattro anni.
Questo evidenzia un errore comune: la fallacia del giocatore d’azzardo, un bias cognitivo che porta a credere che un mercato in rialzo debba necessariamente correggersi solo perché è cresciuto a lungo. In realtà, i cicli di mercato si espandono e si contraggono regolarmente, e attendere una correzione basandosi solo su questa percezione è un approccio privo di fondamento storico.
Nonostante le previsioni pessimistiche, il nostro approccio si è concentrato su opportunità concrete, integrando nei portafogli titoli come Palantir, NVIDIA, Bitcoin e Robinhood, che oggi dominano le discussioni di mercato. Questo evento – il rally “inaspettato” del 2025 – rappresenta l’incidente scatenante che ha messo in discussione le convinzioni radicate degli investitori, evidenziando la necessità di basare le decisioni su dati e analisi piuttosto che su timori o aspettative infondate.
Da oltre un decennio, il nostro approccio ha affrontato con successo crisi come il crollo da COVID-19, bear market, guerre commerciali e oscillazioni dei tassi d’interesse, senza mai vacillare. La chiave? Una convinzione radicata su dati concreti, non su opinioni speculative. Quando tutti condividono la stessa idea, il suo valore svanisce: è la legge della domanda e dell’offerta, un principio immutabile dei mercati.
Per questo, noi di TREND POSITIONING INVEST combiniamo l’expertise di Wall Street con l’innovazione di Silicon Valley, offrendo una prospettiva unica che guarda oltre le fluttuazioni a breve termine.
Crediamo che un modello di investimento vincente si costruisca nel tempo, navigando con flessibilità le fasi di mercato più complesse e il nostro unisce analisi macroeconomiche rigorose con una visione lungimirante che abbraccia le innovazioni tecnologiche e le dinamiche sociali emergenti. E quello che vediamo è che il recente rimbalzo del mercato, con l’S&P 500 in rialzo del 20% dal 7 aprile 2025 e il NASDAQ a nuovi massimi, è solo il preludio.
La tensione sta montando, e il prossimo grande movimento finanziario è ormai all’orizzonte.
Al centro di questa trasformazione c’è Robinhood, un pioniere che sta riscrivendo le regole della finanza. Al Robinhood Crypto Event di Cannes del 30 giugno 2025, l’azienda ha svelato una serie di innovazioni che segnano un punto di svolta per il mercato. Il lancio dei Robinhood Stock Tokens è il cuore di questa rivoluzione: una piattaforma che offre agli investitori europei accesso a oltre 200 asset americani, operatività 24/5 senza commissioni o spread e, per la prima volta, token di azioni private pre-IPO come SpaceX e OpenAI.
Alimentata dalla blockchain di Ethereum tramite una Layer 2 basata su Arbitrum, questa iniziativa non solo democratizza l’accesso a opportunità finora riservate all’élite di Silicon Valley, ma posiziona Robinhood come leader nella tokenizzazione degli asset.
L’introduzione, per la prima volta in Europa, di token di azioni private pre-IPO, come SpaceX e OpenAI rappresentano, a mio avviso, il vero colpo da maestro.
Perché questo è un momento cruciale?
Al centro della trasformazione finanziaria in atto c’è Robinhood, un pioniere che sta riscrivendo le regole del gioco. Al Robinhood Crypto Event di Cannes del 30 giugno 2025, l’azienda ha annunciato innovazioni che segnano un punto di svolta per i mercati globali. Il cuore di questa rivoluzione? I Robinhood Stock Tokens, una piattaforma che offre agli investitori europei accesso a oltre 200 asset americani – con dividendi, trading 24/5 senza commissioni o spread – e, per la prima volta in Europa, token di azioni private pre-IPO come SpaceX e OpenAI.
Questo non è solo un passo avanti: è un colpo da maestro che democratizza opportunità finora riservate all’élite di Silicon Valley.
Alimentata dalla blockchain di Ethereum tramite una Layer 2 basata su Arbitrum, questa iniziativa garantisce operatività 24/7, bridging fluido e self-custody, creando un ecosistema crypto-native senza precedenti. La maggior parte degli asset tokenizzati vive sulla blockchain di Ethereum, rendendo $ETH il fulcro di questa rivoluzione. Pensa a società come Circle (CRCL), che ha registrato un +250% in 18 giorni post-IPO, o CoreWeave (CRWV), salita del +350% in tre mesi.
Immagina ora di acquistare un token di Circle a 31 dollari in pre-IPO e vederlo schizzare a 69 dollari all’apertura: questo è il potenziale dei token di Robinhood.
La convergenza tra finanza tradizionale e blockchain sta accelerando. Grandi banche come JPMorgan stanno abbracciando la tokenizzazione, con asset come il real estate che seguono a ruota. I token non sono speculazione per “trader da cameretta”: sono strumenti compliant con un sottostante reale, simili a un ETF sull’oro che non richiede di possedere lingotti. Offrono esposizione agli asset senza la complessità delle azioni tradizionali, aprendo le porte a una nuova era di liquidità globale.
Un altro segnale di questa trasformazione? Erebor, la nuova banca crypto lanciata da Peter Thiel e Palmer Luckey, sostenuta dal Founders Fund e da Joe Lonsdale, co-fondatore di Palantir.
Con sede a Columbus, Ohio, Erebor punta a supportare startup nei settori AI, crypto, difesa e manifattura, con un focus sulle transazioni in stablecoin. Sebbene non sia confermato che Erebor utilizzi un Layer 2 di Ethereum, l’annuncio di Robinhood della sua Robinhood Chain su Arbitrum evidenzia una tendenza chiara: le soluzioni Layer 2 stanno diventando il motore della scalabilità e dell’efficienza nella finanza digitale.
Nel frattempo il mercato delle IPO sta tornando in auge, con successi come Circle $CRCL) e Coreweave (CRWV) che segnano l’inizio di una nuova era, la prima vera ondata di IPO legate all’intelligenza artificiale e alla blockchain. E Robinhood è l’unica azienda quotata che permette di cavalcare questa tendenza, con token derivati che replicano i prezzi di asset privati come OpenAI.
Non si tratta di azioni tradizionali, ma di certificati digitali che tracciano il valore di mercato, offrendo liquidità e accesso globale. Come ha chiarito Tenev, i token sono il futuro, e le aziende private stanno già bussando alla porta di Robinhood per unirsi alla rivoluzione della tokenizzazione.
È vero, ragionare su questi temi può sembrare speculativo, ma in una rivoluzione tecnologica come questa, il confine tra “presto” e “troppo tardi” è sottile ed è presto finché non diventa troppo tardi.
Adottare un approccio che unisce la visione di Wall Street alla mentalità innovativa della Silicon Valley significa proprio cogliere queste opportunità al momento giusto.
Per questo motivo il nostro portafoglio THÉMA, avviato a novembre 2024, ha già dentro un titolo che ha registrato il +130% e diversi sono vicini al 100%, nonostante un mercato volatile. Quando abbiamo segnalato Robinhood sul nostro blog a 10 dollari, nessuno poteva prevedere che sarebbe arrivato a 100 dollari in 12 mesi, un +1000%.
Non è fortuna: è il risultato di un approccio che unisce analisi rigorosa e visione strategica.
👉 Nel nostro TP PAPER di questo mese, i clienti Premium troveranno un’analisi esclusiva su un titolo legato a Ethereum che riteniamo il leader assoluto di questa rivoluzione. Inoltre, ogni lunedì alle 18:00, il team di Trend Positioning INVEST ospita il FutureInsight, un webinar esclusivo per investitori dedicato all’analisi di mercato a medio-lungo termine e alla ricerca sui leader tecnologici tematici. Vuoi unirti al futhttps://calendly.com/nataliagarciacarbajo/richiesta-info-tpri?month=2025-07uro della finanza? Contattaci qui per ricevere il prossimo numero e diventare un membro Premium di Trend Positioning INVEST!
Robinhood punta a un futuro in cui la finanza opera on-chain.
Questo rappresenta, a mio avviso, la fase 2 di Robinhood, un momento cruciale che sta già scuotendo i mercati e promette di ridefinire il futuro della finanza.
Nel mondo dell’intelligenza artificiale, termini come capex, training, inference e data center dominano le conversazioni. Ma nel regno della finanza decentralizzata (DeFi), un nuovo vocabolario sta emergendo con forza: stablecoins, tokens e crypto treasury sono le parole chiave che ogni investitore dovrebbe tenere d’occhio.
Se Bitcoin ha catturato l’attenzione globale negli ultimi anni, il prossimo protagonista sarà Ethereum.
Nel 2024, l’approvazione dell’ETF sul Bitcoin di BlackRock, $IBIT, ha segnato un momento storico, superando in entrate il suo omologo sull’S&P 500. Come ha scritto Efisio Garau il 2 luglio 2025, questo non è solo un traguardo, ma un cambio di paradigma. Bitcoin non è più un esperimento di nicchia: ha conquistato il centro della scena a Wall Street, con una fiducia istituzionale ormai innegabile. Questo successo sta accendendo i riflettori su una trasformazione più ampia, guidata dalla blockchain e dalla tokenizzazione.
Gli ETF su Ethereum stanno seguendo la stessa traiettoria, attirando flussi record e segnalando un’adozione crescente da parte degli investitori tradizionali. La tokenizzazione, alimentata da piattaforme come Ethereum, sta ridefinendo il concetto stesso di investimento, trasformando asset tradizionali e privati in strumenti accessibili a tutti. Ma la maggior parte degli investitori non è ancora pronta per l’onda che sta arrivando.
Con gli ultimi aggiornamenti si capisce bene perché Robinhood non è solo una piattaforma: è il simbolo di un movimento che democratizza l’accesso ai mercati, rendendo le criptovalute un’opzione sempre più mainstream. La sua visione e il suo ruolo di pioniere stanno aprendo la strada a un futuro in cui le criptovalute non saranno più un’eccezione, ma una componente fondamentale di ogni portafoglio.
Considera questo: $IBIT ha generato quest’anno flussi di cassa superiori a $GLD, il principale veicolo di investimento sull’oro negli Stati Uniti, SPDR Gold Trust. Questo non è solo un dato statistico: è la prova tangibile che il panorama degli investimenti sta vivendo una trasformazione epocale.
Per questo motivo, noi di Trend Positioning INVEST riteniamo che valga la pena esplorare l’aggiunta di una componente di Bitcoin al proprio portafoglio, e sempre più anche di Ethereum, come parte di una strategia di investimento. Si tratta di un suggerimento generale, non di una consulenza personalizzata: raccomandiamo sempre di discutere le scelte di investimento con il proprio consulente finanziario per adattarle alle esigenze individuali.
La Rivoluzione di Ethereum: Il futuro della Finanza Decentralizzata (DeFi) e le Stablecoin come ponte tra finanza tradizionale e cripto
Dopo l’ascesa di Bitcoin come spina dorsale della finanza digitale, il panorama degli investimenti si sta stabilizzando in una nuova normalità. Le stablecoin, definite il “ChatGPT” delle criptovalute, stanno rivoluzionando il settore con 250 miliardi di dollari in asset, diventando il ponte tra la finanza tradizionale e quella decentralizzata. Giganti come JPMorgan, Visa, Amazon e Walmart stanno adottando queste valute digitali per ridurre i costi delle transazioni, eliminare le perdite da chargeback (fino al 5-6% del volume) e raggiungere un pubblico globale, con l’80% del volume delle stablecoin in USD generato fuori dagli Stati Uniti, con Singapore, Hong Kong e Giappone che rappresentano quasi il 40% del totale.
In alcuni mercati, stablecoin come Tether (USDT) guidato dalla nostra stella italiana Paolo Ardoino classe 1984 rispettato nel mondo che ha comprato il 10% della Juventus, vengono scambiate sopra il valore di 1 dollaro a causa dell’alta domanda, e persino transazioni immobiliari vengono effettuate con queste valute digitali. Inoltre, le banche che emettono stablecoin generano profitti significativi, poiché il collaterale in dollari può produrre rendimenti senza che questi vengano distribuiti ai possessori delle stablecoin.
Al centro di questa trasformazione c’è Ethereum, la piattaforma che alimenta la maggior parte degli asset tokenizzati, dalle stablecoin alle azioni. Le banche stanno acquistando $ETH non per speculazione, ma per rafforzare l’infrastruttura delle loro stablecoin, sfruttando gli smart contract e lo staking di Ethereum per garantire sicurezza e affidabilità.
Robinhood sta guidando la tokenizzazione di azioni e altri asset, consolidando Ethereum come il cuore pulsante della nuova economia digitale.
Gli ETF su Ethereum stanno accelerando questa tendenza. A giugno, hanno attratto 1,17 miliardi di dollari in flussi, e si prevede che nel secondo semestre del 2025 possano raggiungere i 10 miliardi. Questo narra una storia chiara per gli investitori tradizionali: Ethereum non è solo un investimento, ma l’infrastruttura per stablecoin, azioni tokenizzate e il futuro di internet.
Il 24 giugno 2025, SharpLink ha annunciato di aver aumentato le sue partecipazioni in $ETH a 188.478 unità, a un prezzo medio di 2.513 dollari per ETH, un segnale forte della fiducia nel potenziale di Ethereum.
In questo contesto, un titolo legato a Ethereum si sta affermando come il leader indiscusso per cavalcare questa rivoluzione, e noi di TP INVEST lo consideriamo il fulcro del nostro outlook per il futuro.
Ethereum: la spina dorsale della tokenizzazione
Ethereum non è solo una criptovaluta, ma una piattaforma che sta ridefinendo il futuro della finanza. La sua blockchain, con i suoi smart contract, è l’infrastruttura ideale per la gestione delle stablecoin e la tokenizzazione di asset del mondo reale, come azioni e altri strumenti finanziari.
Non a caso, la stragrande maggioranza degli asset tokenizzati si trova sulla blockchain di Ethereum, rendendo $ETH un pilastro fondamentale per questa trasformazione.
In questo scenario, un titolo legato a Ethereum si distingue come il leader assoluto per cavalcare questa rivoluzione. Nel nostro TP PAPER di questo mese, i nostri clienti Premium troveranno un’analisi esclusiva su questo titolo, che riteniamo pronto a guidare la prossima fase della finanza digitale. Siamo solo all’inizio di questa trasformazione, e il potenziale è immenso.
Le banche stanno acquistando e compreranno $ETH non solo per speculazione, ma per partecipare attivamente all’ecosistema Ethereum. Detenere $ETH consente loro di coprire le fee (commissioni di transazione), partecipare allo staking per rafforzare la sicurezza della rete (grazie al meccanismo di Proof-of-Stake adottato nel 2022) e garantire l’affidabilità delle loro stablecoin.
Questo approccio non solo riduce i rischi, ma posiziona le istituzioni finanziarie come protagoniste della finanza decentralizzata (DeFi), dove le stablecoin alimentano prestiti, scambi e rendimenti.
Gli ETF su Ethereum stanno guadagnando terreno rapidamente. A giugno, hanno registrato flussi per 1,17 miliardi di dollari, e si prevede che nel secondo semestre del 2025 questi flussi potrebbero raggiungere i 10 miliardi di dollari. Questa narrativa è semplice e potente per gli investitori tradizionali: la combinazione di stablecoin e tokenizzazione su Ethereum rappresenta un’opportunità di crescita senza precedenti.
Le “tubature” sono state posate, e la finanza tradizionale si sta svegliando.
Il governo statunitense abbraccia il potenziale delle stablecoin, risolvendo il conflitto tra finanza tradizionale e innovazione crypto e consolidando il dominio del dollaro USA. Due vantaggi strutturali emergono, chiudendo le tensioni e delineando un futuro in cui il dollaro regna sovrano nel panorama finanziario globale.
Il primo vantaggio è l’amplificazione del dominio del dollaro USA nel mondo crypto. Le stablecoin, ancorate al dollaro, rafforzano la sua egemonia: il dollaro rappresenta il 27% del PIL globale, il 57% delle riserve delle banche centrali, l’88% del mercato finanziario liquido e il 100% delle denominazioni delle stablecoin. Con la migrazione degli asset verso la blockchain, la domanda di stablecoin cresce esponenzialmente, cementando il primato del dollaro.
Il secondo vantaggio vede le stablecoin come colossi dei Treasury USA, posizionandosi collettivamente come il 12° maggiore detentore di questi titoli. Tether ($USDT), la seconda stablecoin per grandezza, supera persino la Germania in termini di Treasury detenuti, mentre l’IPO di Circle ($USDC) rafforza ulteriormente l’ecosistema delle stablecoin, legando i fili dell’innovazione finanziaria.
Come sempre, l’Italia si trova in fondo alla classifica quando si tratta di innovazione, e lo stesso vale per la finanza. Quando queste due aree si intrecciano, come in questo caso, si ha l’opportunità di amplificare il proprio potenziale o, ancora una volta, di rimanere indietro.
È quindi naturale che tu possa avere dubbi: ciò che oggi sembra fantascienza potrebbe far apparire come unica realtà tangibile solo le azioni fisiche o gli ETF che distribuiscono dividendi.
Tuttavia, siamo tutti vittima di una lobby che tutela gli interessi di chi la guida, trascurando consumatori e investitori. Ecco perché riteniamo che la visione sia il nostro punto di forza.
Provenendo da un background anglosassone e operando oltre i confini italiani ed europei, io e i miei partner siamo posizionati per offrirti un vantaggio competitivo che crediamo tu non possa trovare altrove. Ed è proprio qui che nasce il tuo vantaggio da investitore: quando gli altri non comprendono ancora il potenziale, ma le istituzioni e gli investitori più intelligenti sì.
Guardando al futuro, le stablecoin si pongono come avanguardia della convergenza tra servizi finanziari e criptovalute. La prossima generazione sarà attratta da aziende crypto-friendly come Robinhood ($HOOD), Circle ($CRCL), Coinbase ($COIN), JPMorgan ($JPM) e Goldman Sachs ($GS). Di conseguenza, le banche integreranno asset come Bitcoin ($BTC) ed Ethereum ($ETH) tramite staking nei loro bilanci, segnando un’evoluzione naturale del sistema finanziario.
Le azioni Treasury diventeranno la colonna portante della finanza del futuro. Banche, emittenti di carte come PayPal ($PYPL) e imprese deterranno criptovalute come capitale operativo. Aziende “pure play” come MicroStrategy ($MSTR), Semler Scientific ($SMLR), Sportradar ($SBET), Metaplanet ($MTPLF), Defi Technologies ($DFDV) e Upexi ($UPEXI) rappresenteranno componenti ad alto margine.
Asset come $ETH e $SOL, grazie ai rendimenti da staking, offrono un valore aggiunto, favorendo le blockchain di layer-1 come Ethereum, dove risiede la maggior parte delle stablecoin e degli “asset del mondo reale” (RWA) come azioni e immobili tokenizzati, rafforzano il ruolo centrale di questa blockchain.
Le commissioni delle stablecoin costituiscono oggi il 30% delle entrate di rete di Ethereum ($ETH).
Scott Bessent, Segretario del Tesoro, prevede un mercato delle stablecoin che potrebbe raggiungere quasi 4 trilioni di dollari, decuplicando potenzialmente le commissioni di rete di Ethereum. L’eventuale emissione di stablecoin da parte di altri paesi apre ulteriori opportunità di crescita. Il 17 giugno, nel suo account ufficiale su Twitter/X, ha dichiarato:
Rapporti recenti stimano che le stablecoin potrebbero crescere fino a diventare un mercato da 3,7 trilioni di dollari entro la fine del decennio. Questo scenario diventa più probabile con l’approvazione del GENIUS Act.
Un ecosistema di stablecoin in forte espansione stimolerà la domanda da parte del settore privato per i Treasury USA, che fungono da garanzia per le stablecoin. Questa nuova domanda potrebbe ridurre i costi di prestito del governo e contribuire a contenere il debito nazionale. Inoltre, potrebbe consentire a milioni di nuovi utenti – in tutto il mondo – di accedere all’economia digitale basata sul dollaro.
È una situazione vantaggiosa per tutti i soggetti coinvolti:
✅ Il settore privato
✅ Il Tesoro
✅ I consumatori
Questi sono i frutti di una legislazione intelligente e a favore dell’innovazione.
Con aziende come Amazon e Walmart che stanno pensando di creare le proprie stablecoin e le banche in prima fila, supportate da un Segretario del Tesoro, la rivoluzione è realtà, è ufficiale ed è istituzionale.
La nostra tesi su Ethereum: Il futuro della finanza nella tokenizzazione di ogni asset class e nelle Stablecoin
La rivoluzione delle stablecoin, la tokenizzazione degli asset finanziari e l’ascesa di Ethereum ($ETH) segnano la chiusura del cerchio per la finanza globale, con il dollaro USA che rafforza la sua supremazia e le banche che si preparano a un futuro su blockchain. La mia tesi è tanto chiara quanto semplice: anticipare l’accumulo di $ETH da parte delle banche, proprio come è successo con Bitcoin anni fa.
Ethereum è l’architettura del futuro bancario. Quando giganti come Goldman Sachs ($GS) e JPMorgan ($JPM) emetteranno stablecoin su Ethereum come blockchain di layer-1 e layer-2, vorranno garantirne la sicurezza attraverso lo staking di $ETH. Per questo, in Trend Positioning stiamo vogliamo investire in un titolo che sarà un veicolo di tesoreria Ethereum, anticipando il trend in cui le banche commerciali, seguite dalle banche centrali, accumuleranno e faranno staking di $ETH, trasformandolo in un asset di riserva globale.
La rivoluzione delle stablecoin, la tokenizzazione degli asset finanziari e l’ascesa di Ethereum ($ETH) segnano la chiusura del cerchio per la finanza globale, con il dollaro USA che rafforza la sua supremazia e le banche che si preparano a un futuro su blockchain. La mia tesi è tanto chiara quanto semplice: anticipare l’accumulo di $ETH da parte delle banche, proprio come è successo con Bitcoin anni fa.
Ethereum è l’architettura del futuro bancario.
Quando giganti come Goldman Sachs ($GS) e JPMorgan ($JPM) emetteranno stablecoin su Ethereum come blockchain di layer-1 e layer-2, vorranno garantirne la sicurezza attraverso lo staking di $ETH. Per questo, in Trend Positioning stiamo vogliamo investire in un titolo che sarà un veicolo di tesoreria Ethereum, anticipando il trend in cui le banche commerciali, seguite dalle banche centrali, accumuleranno e faranno staking di $ETH, trasformandolo in un asset di riserva globale.
Un esempio emblematico di integrazione vincente tra finanza tradizionale e criptovalute è rappresentato da MicroStrategy ($MSTR), che ha utilizzato obbligazioni per acquisire Bitcoin.
Questo titolo, che deteniamo nel nostro portafoglio, dal 2020 ha sovraperformato qualsiasi altra classe di asset. Le speculazioni su liquidazioni o diluizioni di $MSTR si sono rivelate infondate. Valutare il NAV di $MSTR rispetto a Bitcoin è come analizzare il P/E di un titolo growth: un esercizio privo di significato.
Al contrario, $STRK, la preferred equity di MicroStrategy, emerge come uno degli strumenti più intriganti sul mercato. Offre un dividendo fisso dell’8%, con un rischio di default estremamente basso (4,5%-5%) e nessuna clausola di callability, assicurando un rendimento perpetuo.
La callabilità (in inglese “callability”) è una caratteristica di alcuni strumenti finanziari, come obbligazioni o azioni privilegiate, che consente all’emittente (ad esempio, una società o un’istituzione) di riscattare o richiamare lo strumento prima della sua scadenza o in determinate condizioni. In pratica, l’emittente ha il diritto, ma non l’obbligo, di riacquistare il titolo a un prezzo prestabilito (detto call price) in un determinato periodo di tempo (call period).
Esempio nel contesto delle azioni privilegiate ($STRK): nel caso di $STRK, si dice che il titolo ha “essenzialmente nessuna callabilità”. Questo significa che l’emittente (MicroStrategy) non può facilmente richiamare o riscattare le azioni privilegiate, garantendo agli investitori un rendimento fisso (l’8% di dividendo) per un periodo più lungo, senza il rischio che l’emittente le riacquisti anticipatamente.
Questo è un vantaggio per l’investitore, perché il rendimento dell’8% è considerato “perpetuo” (salvo default), senza l’interruzione che una clausola di call potrebbe introdurre, specialmente in scenari in cui i tassi di interesse scendono.
Perché è importante?
– Per l’investitore: La callabilità introduce un rischio, perché l’emittente potrebbe riscattare il titolo quando i tassi di mercato scendono, costringendo l’investitore a reinvestire a rendimenti inferiori.
– Per l’emittente: La callabilità offre flessibilità per rifinanziare il debito o modificare la struttura del capitale a condizioni più favorevoli.
In sintesi, l’assenza di callabilità in $STRK rende lo strumento più attraente per gli investitori, poiché protegge il rendimento promesso e riduce l’incertezza legata a un possibile riscatto anticipato. Inoltre, il coupon può essere pagato in-kind con azioni $MSTR, consentendo agli investitori di accumulare esposizione senza frizioni.
In sostanza, $STRK è un veicolo eccezionale: combina un rendimento stabile con il potenziale di rialzo di $MSTR, creando una dinamica di “reverse covered call” che limita il rischio di prezzo, ma con un potenziale enorme.
In linea con l’approccio di MicroStrategy, altre aziende stanno iniziando a seguire una strategia simile, concentrandosi però su Ethereum. Tra queste, una in particolare ha catturato il nostro interesse, e riteniamo che possa emergere come il titolo istituzionale per eccellenza.
In conclusione, in questa rivoluzione tecnologica il confine tra agire tempestivamente e arrivare troppo tardi è estremamente sottile.
L’investitore del futuro dovrà abituarsi a pensare in termini di un “Mondo Nuovo”. Studi recenti evidenziano che oltre la metà delle relazioni bancarie con le Gen Z e i Millennials è a rischio. Di conseguenza, sorge una domanda cruciale: cosa possono fare le banche per conquistare e fidelizzare queste nuove generazioni?
Puoi essere un investitore tradizionale, con un approccio conservatore e una predilezione per l’oro fisico, i terreni agricoli o il mattone, ma le grandi banche perseguono i propri profitti, senza attendere te.
Qui non è in gioco solo la tua visione del mondo, ma il patrimonio familiare, il futuro dei tuoi nipoti. Puoi giocare un ruolo determinante, distinguendoti come colui che ha saputo prevedere il futuro e generare una ricchezza duratura attraverso investimenti solidi, anziché affidarsi a scommesse su ciò che potrebbe funzionare.
Se desideri cavalcare questa rivoluzione più unica che rara, il nostro ortafoglio Tematico Tecnologico THÉMA e la ricerca Trend Positioning offrono una guida strategica per navigare il panorama finanziario del domani.
A oggi, 04/07/2025 sono passati 59 giorni dal minimo di chiusura dell’8 aprile, e l’SP500 ha guadagnato il 26%, raggiungendo un massimo storico. Questo fenomeno si è verificato solo nel 1982 e nel 1999.
Come ho sottolineato, investire richiede convinzione, una qualità essenziale per ogni investitore. Sta a te decidere con fermezza se ci troviamo nel 1982 o nel 1999. Per quanto mi riguarda, sulla base dei motivi discussi in questa newsletter e nei migliaia di contenuti pubblicati nell’ultimo anno, supportati da dati e evidenze, ritengo che siamo nel 1982.
Sebbene i portafogli tecnologici stiano sovraperformando nel 2025, un aspetto rimane poco dibattuto: con la crescita dei mercati aumenta anche il rischio. Ed è proprio qui che la gestione disciplinata del rischio diventa cruciale oltre a sapere quali titoli detenere.
Scopri qui, con una consulenza gratuita e personalizzata con uno dei nostri esperti, come abbracciare questa rivoluzione e costruire un futuro sicuro e prospero per sé stesso e per la propria famiglia. [Prenota un appuntamento]
Spero che questa lettura ti sia piaciuta.
Alla prossima!
Gian Massimo Usai
TREND POSITIONING INVEST
Head Of Research & CIO
Disclaimer:Il contenuto di questa newsletter ha scopo puramente informativo. L’autore e/o le entità associate potrebbero o potrebbero non detenere i titoli discussi in questo documento nei propri portafogli. Questa pubblicazione non costituisce consulenza finanziaria, né una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli, né un’offerta per sollecitare investimenti o raccogliere capitali. Tutte le decisioni di investimento devono essere prese sulla base delle proprie ricerche e previa consultazione con un consulente finanziario qualificato. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri e il valore degli investimenti può variare.
Gian Massimo è il Responsabile della Ricerca presso il Trend Positioning Research Institute, con oltre un decennio di esperienza nella ricerca azionaria e nell’analisi tecnica strategica sui mercati finanziari americani. È riconosciuto per le sue previsioni audaci e offre un’analisi settimanale gratuita su azioni tecnologiche rivoluzionarie, pensata per investitori orientati alla crescita a lungo termine, che capitalizza la sua vasta esperienza di mercato. Si distingue non solo per i notevoli rendimenti ottenuti con singoli titoli, ma anche per la qualità e la costanza delle sue analisi. La sua competenza distintiva consiste nel combinare una visione strategica da private equity, ispirata alla Silicon Valley, con una profonda comprensione della psicologia di massa nei mercati finanziari, per selezionare con precisione i titoli da inserire in portafoglio.
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