MEMOS DA GIAN MASSIMO USAI
NOV 15, 2024
Volevo condividere con te alcune riflessioni sulla situazione attuale degli investimenti, in particolare sulle criptovalute, che stanno portando a un cambiamento epocale nel modo in cui la ricchezza viene accumulata e gestita.
Le criptovalute, come il Bitcoin, stanno trasformando non solo la finanza, ma anche la struttura sociale ed economica globale.
Un dato interessante che è emerso recentemente è che, sebbene le generazioni GenX e Millennial rappresentino solo il 6% di tutti i portafogli crypto, detengono oltre il 50% della ricchezza complessiva in criptovalute. Nel caso dei Millennial, più del 50% ha allocato una parte significativa della propria ricchezza in criptovalute.
Questa decisione, che può sembrare casuale e audace, è in realtà il risultato di una serie di motivi:
- Fiducia nel futuro delle criptovalute: Molti vedono in Bitcoin e nelle criptovalute un’opportunità di protezione contro l’inflazione e i tradizionali sistemi finanziari.
- Tolleranza al rischio maggiore: Cresciuti durante periodi di crisi economiche, hanno una visione più dinamica e un approccio più aperto verso asset con un rischio elevato ma con ritorni promettenti.
- Criptovalute come strumento per costruire ricchezza: Le sfide economiche come il debito studentesco, l’alta spesa abitativa e i salari stagnanti spingono i Millennial a cercare alternative per accumulare ricchezza dove i tradizionali strumenti finanziari non sono riusciti a farlo.
Se guardiamo alle generazioni più anziane, la situazione è ben diversa. Solo il 4% dei Baby Boomer ha investito in criptovalute, una percentuale bassa che riflette una certa riluttanza ad adottare nuove tecnologie, spesso accompagnata da scetticismo e da una preferenza per la conservazione della ricchezza.
Inoltre, il gap tecnologico e l’approccio tradizionale all’investimento limitano la comprensione e l’accesso a questi nuovi asset.
Un altro fenomeno che sta avendo un impatto enorme sul mercato è il “Grande Trasferimento di Ricchezza”. Trillioni di dollari passeranno dai Baby Boomers alle generazioni più giovani, e se una parte di questa ricchezza finirà nelle criptovalute, assisteremo a un’enorme iniezione di liquidità nel mercato. Ciò potrebbe portare a una maggiore stabilità e legittimità delle criptovalute, trasformandole da asset speculativi a parte integrante della strategia d’investimento mainstream.
Questo cambiamento riguarda la differenza tra le conoscenze tradizionali sugli investimenti, diffuse tra coloro che sono nati prima del 1980, e la visione digitale delle nuove generazioni. Le nozioni di investimento che sono state per decenni alla base delle strategie tradizionali sembrano oggi inadeguate rispetto a un mondo che, sempre più velocemente, abbraccia le criptovalute e gli asset digitali. Le competenze relative alla blockchain e ai sistemi decentralizzati sono destinate a diventare fondamentali per chiunque voglia rimanere competitivo nel panorama finanziario.
Come ha detto Howard Marks, uno dei più grandi investitori di sempre: “Nei miei 53 anni nel mondo degli investimenti, ho visto numerosi cicli economici, oscillazioni, manie, bolle e crolli, ma ricordo solo due veri cambiamenti epocali. Credo che stiamo vivendo oggi un terzo cambiamento.” Questo cambiamento è proprio quello che stiamo vivendo oggi nel mondo degli investimenti, dove la discontinuità tra il tradizionale e il digitale sta ridisegnando il futuro del mercato.
Il punto cruciale di tutto ciò è che la conoscenza tradizionale degli investimenti non è più sufficiente. Le criptovalute e le nuove tecnologie sono destinate a diventare una parte essenziale del patrimonio globale, e chi non si adatta rischia di restare indietro. La domanda non è più “se” dovremmo comprendere le criptovalute, ma “quando” e “come” integrarli nella nostra visione strategica di lungo periodo.
La rivoluzione finanziaria che stiamo vivendo non riguarda quindi solo l’adozione di nuove tecnologie, ma un vero e proprio cambiamento nei paradigmi di investimento. Le criptovalute non sono più solo un’opportunità per i giovani investitori, ma sono destinate a diventare il cuore del futuro sistema finanziario.
L’invito è quindi a prepararsi a questa trasformazione, a rimanere aggiornati e ad abbracciare il cambiamento. Il mercato sta evolvendo velocemente, e i professionisti del settore devono adattarsi per cogliere le opportunità che si stanno creando.
Il futuro dell’inflazione e dei tassi di interesse: cosa possiamo aspettarci?
La storia recente dei mercati, con un periodo di crescita alimentato dalla discesa dei tassi di interesse, ci mostra quanto l’andamento economico e delle politiche monetarie abbiano avuto un impatto profondo sugli investimenti. Nel corso degli ultimi 40 anni, i tassi di interesse sono scesi drasticamente, creando un “vento in poppa” che ha accelerato la crescita economica e la crescita degli asset speculativi. Tuttavia, questo ciclo di politiche monetarie espansive è volto al termine, e dal mio punto di vista i tassi di interesse non torneranno ai livelli ultra-bassi degli ultimi anni.
A partire dal 2021, l’inflazione è emersa come un fattore determinante, in parte causata dagli stimoli fiscali legati alla pandemia, che hanno alimentato la domanda di beni e servizi in un momento in cui la produzione era rallentata. Sebbene la Fed abbia inizialmente pensato che l’inflazione fosse “transitoria”, le circostanze economiche si sono evolute in modo diverso, rendendo improbabile un ritorno a politiche stimolative per molto tempo.
In questo nuovo scenario macroeconomico, l’evoluzione dei tassi di interesse sembra propendere verso livelli più elevati, con l’idea di “higher for longer” che, nella mia esperienza da investitore, rappresenta un evento di rilevanza storica. Un fenomeno simile, a mio avviso, è paragonabile solo all’iconico “Whatever It Takes” di Mario Draghi, pronunciato nel luglio 2012, che ha avuto un impatto duraturo nel mio approccio ai mercati e all’analisi fondamentale.
Con l’attuale contesto, si ipotizza una possibile stabilizzazione dei tassi tra il 2% e il 4%, segnando una nuova era per gli investitori. Le criptovalute, in questo contesto, stanno emergendo come una forza dirompente nel panorama finanziario. Le generazioni più giovani, in particolare i Millennial, vedono nelle criptovalute una possibilità concreta per affrontare le sfide economiche globali, come il debito studentesco e l’alto costo della vita, che non possono più essere risolti tramite i tradizionali strumenti finanziari.
Il cambiamento che stiamo vivendo è profondo. La rivoluzione finanziaria non riguarda solo l’adozione di nuove tecnologie, ma una vera e propria trasformazione nei paradigmi di investimento. Le criptovalute sono destinate a diventare una parte essenziale del patrimonio globale, e chi non si adatta rischia di restare indietro. In questo nuovo contesto, la domanda non è più “se” dovremmo comprendere le criptovalute, ma “quando” e “come” integrarle nella nostra strategia di investimento a lungo termine.
In conclusione è importante notare che il 94% degli acquirenti di criptovalute sono Millennials e Gen Z (18-40). Queste generazioni stanno rimodellando il modo in cui i mercati percepiscono il valore, la comunità e il significato culturale degli asset digitali.
E come studiosi dei mercati e investitori, dobbiamo comprendere questo cambiamento demografico per navigare efficacemente il futuro dei mercati finanziari.
Come scrivevo ieri nei miei profili social: quello che mi interessa qui non è tanto ciò che è oggettivamente buono o cattivo, quanto piuttosto come le persone percepiscono ciò che è buono o cattivo. A lungo termine – un giorno alla volta – è quella percezione tutto ciò che conta.
Gian Massimo Usai
Head Of Research
Trend Positioning Research Institute
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Nota: Il TPRI conduce ricerche e formula conclusioni per il proprio portafoglio. Le informazioni condivise con i lettori non garantiscono performance delle azioni né costituiscono consulenza finanziaria. È consigliabile consultare il proprio consulente finanziario prima di investire in titoli delle aziende menzionate in questa analisi. Al momento della stesura, Gian Massimo Usai possiede azioni Bitcoin e potrebbe aggiungerlo anche al portafoglio aziendale Thématic Tech Portfolio.
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