La stupidità umana sembra essere l’unica costante nei mercati azionari ed è senza dubbio una ragione importante dietro il fallimento di molti investitori:
Le decisioni razionali spesso ci fanno apparire come sciocchi e fuori moda;
Le previsioni da “sfera di cristallo” non bastano da sole;
Le emozioni possono facilmente prendere il sopravvento;
Un orizzonte temporale più lungo non assicura automaticamente il successo;
Gli estremi e la divisione in fazioni giocano un ruolo cruciale.
Uno studio condotto nel 1976 da Carlo M. Cipolla, professore di storia economica all’Università della California, Berkeley, ha delineato le leggi fondamentali di una forza percepita come la più grande minaccia esistenziale dell’umanità: la stupidità.
Secondo Cipolla, le persone stupide mostrano diversi tratti identificativi:
sono tante,
sono irrazionali, e;
causano problemi agli altri senza un apparente beneficio per sé stessi.
Secondo Cipolla, il risultato è che la “stupidità umana” abbassa il benessere totale della società e non ci sono difese contro.
“L’unico modo in cui una società può evitare di essere schiacciata dal peso dei suoi idioti è se i non stupidi lavorano ancora più duramente per compensare le perdite dei loro fratelli stupidi.”
Anche se non possiamo fare molto per il livello apparentemente crescente di “stupidità umana”, possiamo applicare le cinque leggi di base di Cipolla ai mercati e agli errori che gli investitori ripetono nel tempo.
Legge 1: sempre e inevitabilmente, tutti sottovalutano il numero di individui stupidi in circolazione.
“Non importa da quanti idioti sospetti di essere circondato, stai inevitabilmente sottovalutando quel totale.”
Cipolla sottolinea che la stupidità è più diffusa di quanto si possa immaginare. Questo non è solo un problema di percezione, ma una realtà statistica: gli stupidi sono ovunque, e la loro presenza è sottostimata perché tendiamo a sopravvalutare la razionalità degli altri.
Nel contesto degli investimenti, questa legge si manifesta quando gli investitori si affidano ciecamente a opinioni di esperti, commentatori o influencer senza considerare che anche loro potrebbero essere “stupidi” secondo la definizione di Cipolla (cioè irrazionali e dannosi).
Pensiamo al fenomeno delle “bolle speculative”, come quella delle criptovalute nel 2017 o la mania dei “meme stocks” nel 2021. Molti investitori, seguendo il consenso generale o i consigli di figure apparentemente autorevoli sui social media, hanno comprato, sottovalutando quanti fossero guidati da irrazionalità piuttosto che da un processo. Quando la bolla è scoppiata, il danno è stato evidente, ma pochi avevano previsto l’entità della stupidità collettiva.
Il bias di conferma amplifica questa legge: cerchiamo conferme alle nostre idee e ignoriamo segnali che potrebbero indicare un errore. Per proteggersi, un investitore dovrebbe adottare un approccio scettico, verificando i dati e sfidando le narrative dominanti, anche quando sembrano provenire da fonti credibili.
Legge 2: la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica.
La stupidità è una variabile costante in tutte le popolazioni, indipendentemente da genere, razza, istruzione o reddito.
Cipolla ci avverte che la stupidità non discrimina: un laureato di Harvard o un miliardario può essere stupido tanto quanto una persona senza istruzione formale.
Negli investimenti, questa legge ci ricorda che né il prestigio né l’esperienza garantiscono decisioni razionali. Professionisti del settore finanziario, con decenni di studi ed esperienze, possono cadere nelle stesse trappole emotive o cognitive degli investitori alle prime armi, come l’eccessiva fiducia o il seguire il gregge.
Durante la crisi finanziaria del 2008, molti gestori di fondi e analisti di Wall Street, con curricula impeccabili, non sono riusciti a prevedere il crollo dei mutui subprime.
Allo stesso modo, investitori retail con poca esperienza hanno continuato a comprare azioni tecnologiche a valutazioni insostenibili durante la bolla dot.com del 2000.
In entrambi i casi, il livello di istruzione o il ruolo professionale non ha impedito decisioni “stupide”.
Questa legge invita a non giudicare la validità di un consiglio di investimento in base al “curriculum” di chi lo dà o alla sua cravatta, ma ai dati concreti e alla logica sottostante. Un investitore accorto dovrebbe diffidare dell’autorità apparente e concentrarsi sull’evidenza, sapendo che la stupidità può colpire chiunque.
Legge 3: una persona stupida è una persona che causa perdite a un’altra persona o a un gruppo di persone senza trarne alcun guadagno e persino subendo perdite.
“Essenzialmente le persone stupide sono pericolose e dannose perché le persone ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento irragionevole.”
Questa è la legge che definisce la stupidità in modo operativo: uno stupido non agisce per malizia o per guadagno personale, ma per pura irrazionalità, causando danni agli altri e spesso a se stesso.
Negli investimenti, questo si traduce in comportamenti che sembrano inspiegabili a posteriori, come vendere in preda al panico al bottom del mercato o comprare al top dell’euforia senza una strategia chiara. Il danno non è intenzionale, ma il risultato è comunque devastante.
Pensiamo agli investitori che, durante il crollo del mercato di marzo 2020 causato dalla pandemia, hanno venduto le loro posizioni azionarie al minimo, perdendo anni di guadagni, solo per poi vedere il mercato rimbalzare rapidamente nei mesi successivi. Non hanno guadagnato nulla da questa mossa e hanno danneggiato se stessi e, indirettamente, il mercato, amplificando la volatilità.
Allo stesso modo, chi promuove schemi Ponzi o investimenti speculativi senza fondamento spesso finisce per perdere credibilità e denaro, ma non prima di aver trascinato altri nella rovina.
La pericolosità della stupidità sta nella sua imprevedibilità. Gli investitori “non stupidi” devono imparare a riconoscere i segnali di irrazionalità (come l’eccessiva euforia o il panico) e proteggersi, gestendo il rischio in base al proprio modello di investimento, anche quando il comportamento altrui sembra incomprensibile.
Legge 4: le persone non stupide sottovalutano sempre il potere dannoso degli individui stupidi.
In particolare, le persone non stupide dimenticano costantemente che in ogni momento e luogo, e in qualsiasi circostanza, avere a che fare e/o associarsi con persone stupide è un errore costoso.
La sottovalutazione degli stupidi è una costante che porta a errori evitabili.
Qui Cipolla evidenzia un errore sistematico dei “non stupidi”: presumere che la razionalità prevalga o che gli effetti della stupidità siano limitati.
Nel mondo degli investimenti, questo si traduce nell’incapacità di anticipare come il comportamento irrazionale di massa possa distorcere i mercati. Gli investitori razionali spesso ignorano il potenziale distruttivo delle decisioni emotive altrui, come il “panic selling” o l’euforia speculativa, fino a quando non è troppo tardi.
Un esempio classico è il “flash crash” del 2010, quando algoritmi automatici e vendite irrazionali hanno causato un crollo improvviso del mercato, colpendo anche gli investitori disciplinati che non si aspettavano una tale reazione a catena.
Più recentemente, l’hype intorno a GameStop nel 2021 ha spinto le valutazioni a livelli assurdi, danneggiando chi ha comprato al picco e dimostrando come anche i “non stupidi” possano essere travolti dalla stupidità collettiva se non si proteggono.
Per evitare questo errore, gli investitori devono costruire “cuscinetti” contro la stupidità altrui: utilizzare la liquidità come scudo di protezione dal rischio, evitare di seguire le mode del momento e prepararsi con ottimismo agli scenari peggiori. La consapevolezza del potere distruttivo della stupidità è una forma di difesa attiva.
Legge 5: una persona stupida è il tipo di persona più pericoloso.
La stupidità supera la malizia come minaccia, perché è imprevedibile e pervasiva.
Questa è la conclusione logica delle leggi precedenti: una persona stupida è più pericolosa di un malintenzionato perché il suo comportamento non segue schemi razionali e quindi non può essere facilmente contrastato.
Negli investimenti, il “gregge” stupido può spingere i mercati a estremi insostenibili, sia al rialzo che al ribasso, creando bolle e crolli che i “non stupidi” devono navigare con cautela. La stupidità non ha un’agenda, ma il suo impatto è amplificato dalla quantità e dalla mancanza di consapevolezza.
La crisi dei tulipani del XVII secolo è un esempio: gli investitori, spinti da un’euforia irrazionale, hanno fatto salire i prezzi dei bulbi a livelli assurdi, per poi subire un crollo che ha rovinato molti, senza che nessuno ne traesse un beneficio duraturo.
Nel contesto moderno, pensiamo alla mania delle SPAC (Special Purpose Acquisition Companies) nel 2020-2021: molti investitori hanno perso fortune inseguendo promesse vuote, mentre il mercato ha subito una correzione inevitabile.
Conclusioni
Le cinque leggi di Cipolla, applicate al mondo degli investimenti, ci ricordano che la stupidità è una forza ineludibile, capace di influenzare i mercati tanto quanto i dati economici o le decisioni di politica monetaria.
Per prosperare in questo contesto, gli investitori non possono limitarsi a riconoscerne l’esistenza: devono attrezzarsi con strategie mirate a contenerne gli effetti. Ciò significa coltivare uno scetticismo sano verso le narrazioni più diffuse, mantenere una disciplina rigorosa nei momenti di euforia o di panico e puntare su un approccio di lungo termine fondato su analisi razionali.
In questo scenario, avere un modello di investimento come il nostro Modello Proprietario di Investimento R.A.P.T.OR., che mette la gestione del rischio al primo posto, diventa indispensabile per navigare con successo i mercati attuali.
La vera differenza per gli investitori “non stupidi” sta nell’indipendenza dal comportamento del gregge: una qualità che richiede non solo una strategia solida basata sulle evidenze scientifiche, ma anche il coraggio di andare controcorrente, accettando di essere impopolari quando serve.
Come emerge chiaramente, i grandi investitori si distinguono proprio per la loro abilità nel sfuggire alle insidie della stupidità collettiva, trasformando il rischio in opportunità grazie a un approccio strutturato e consapevole.
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