Arrivano le tariffe del Presidente Trump

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⭕️ Analisi del mercato: Azionario USA

  • PANORAMICA DEL MERCATO

Il mercato ha attraversato una settimana caratterizzata da forte volatilità, con i titoli legati all’hardware per l’intelligenza artificiale in netto calo lunedì a causa dei timori legati a DeepSeek e terminata venerdì con l’annuncio dell’arrivo delle tariffe di Trump.
Gli investitori hanno inoltre reagito a una serie di trimestrali di rilievo e alla riunione della Federal Reserve.
Il Dow Jones ha registrato un leggero rialzo, mentre l’S&P 500 ha chiuso in modesto ribasso dopo essersi avvicinato ai massimi storici nella giornata di venerdì. Il Nasdaq ha subito una flessione più marcata, pur mantenendo livelli tecnici chiave. L’indice Russell 2000 è arretrato dopo aver incontrato ripetutamente resistenza sulla media mobile a 50 giorni.
Nel mercato obbligazionario, i rendimenti dei Treasury sono scesi ai minimi del 2025 prima di ridurre le perdite, mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un calo significativo.
Da questo mese partono le tariffe del Presidente Trump che andranno a colpire inizialmente Canada, Messico e Cina, mentre il numero 1 della Casa Bianca ha già promesso che ci saranno presto nuove misure in arrivo.
Nei prossimi giorni Amazon (AMZN), Alphabet (GOOGL), Palantir Technologies (PLTR) e Fortinet (FTNT) saranno sotto i riflettori con i loro risultati trimestrali.
  • ANALISI DEGLI INDICI

Nel complesso, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un lieve incremento dello 0,3% nella settimana. L’S&P 500 ha perso l’1%, mentre il Nasdaq Composite ha chiuso in ribasso dell’1,6%. Il Russell 2000 è arretrato dello 0,9%.

Il Dow e l’S&P 500 si sono avvicinati ai massimi storici nella seduta di venerdì, per poi invertire la rotta a seguito delle misure tariffarie di Trump. Il Nasdaq ha mantenuto il supporto sopra la sua media mobile a 50 giorni, mentre il Russell 2000 ha incontrato più volte resistenza sulla stessa soglia tecnica, trovando però supporto sulla media mobile a 21 giorni.

  • AZIONARIO USA

Chiusure settimanali:

S&P500: -1,00%

QQQ: -1,39%

MDY: -1,14%

Russell2000: -0,87%

  • ANGOLO DEGLI ETF

FFTY (Innovator IBD50 ETF): -3,94%

BOUT (Innovator IBD Breakout Opportunities): -1,81%

IGV (iShares Expanded Tech-Software Sector ETF): -0,92%

SMH (VanEck Vectors Semiconductors ETF): -6,85%

ARKK (ARK Innovation ETF): +0,87%

ARKG (ARK Genomic Revolution ETF): -0,89%

XME (SPDR S&P Metals&Mining ETF): -2,29%

PAVE (Global X US Infrastructure Development ETF): -3,20%

JETS (US Global Jets ETF): -0,84%

XHB (SDPR S&P Homebuilders ETF): -2,49%

XLE (Energy Select SPDR ETF): -4,02%

XLF (Financial Select SPDR ETF): +1,22%

XLV (Health Care Select Sector SPDR Fund): +1,77%

 

  • I PROTAGONISTI

TSLA: Tesla ha registrato un aumento degli utili del 3% e dei ricavi del 2%, ma entrambi i risultati sono stati inferiori alle aspettative, nonostante un guadagno straordinario derivante dall’incremento del valore delle sue partecipazioni in Bitcoin. Il margine lordo del settore automobilistico, al netto dei crediti normativi, è sceso al livello più basso dal quarto trimestre del 2017.

Durante la presentazione dei risultati, Tesla e il CEO Elon Musk hanno suggerito che il 2025 potrebbe essere un anno tutt’altro che brillante per il settore dei veicoli elettrici. Tuttavia, Musk ha annunciato che la guida autonoma senza supervisione sarà disponibile in Texas già a giugno, con test sui robotaxi in numerose città entro la fine dell’anno. Il lancio del Cybercab, il robotaxi di Tesla, è previsto per il 2026.

Musk si è mostrato particolarmente ottimista sul progetto Optimus, il robot umanoide dell’azienda, affermando che le vendite potrebbero iniziare nella prima metà del 2026. “A lungo termine, Optimus rappresenterà la parte predominante del valore di Tesla”, ha dichiarato.

MSFT: il colosso tecnologico ha riportato un utile per azione in crescita del 10% nel secondo trimestre fiscale, con ricavi in aumento del 12% a 69,6 miliardi di dollari, superando le aspettative del mercato. Tuttavia, il segmento del cloud Azure ha registrato una crescita del 31%, leggermente al di sotto delle previsioni, mentre Microsoft  ha rivisto al ribasso le stime sui ricavi per il trimestre in corso, citando l’impatto negativo delle fluttuazioni valutarie.

L’azienda ha inoltre annunciato che il business legato all’intelligenza artificiale ha superato un tasso di ricavi annuo di 13 miliardi di dollari, con un incremento del 175% su base annua, ma sta affrontando limitazioni di capacità. Microsoft ha infine dichiarato che la crescita degli investimenti in conto capitale per l’anno fiscale 2026 sarà inferiore rispetto al 2025.

AAPL: Apple ha superato le previsioni sugli utili nel primo trimestre fiscale, con ricavi in linea con le aspettative. L’utile per azione è aumentato del 10%, mentre i ricavi sono cresciuti del 4% raggiungendo i 124,3 miliardi di dollari. La crescita dei servizi ad alta marginalità e l’incremento delle vendite di Mac e iPad hanno contribuito a compensare il calo delle vendite di iPhone.

Nel primo trimestre fiscale, i ricavi derivanti dagli iPhone sono diminuiti di quasi l’1% a 69,14 miliardi di dollari, con una domanda particolarmente debole in Cina. Secondo il management, l’adozione dei nuovi modelli è stata frenata dalla diffusione limitata delle funzionalità Apple Intelligence. Per il trimestre in corso, Apple prevede una crescita dei ricavi compresa tra le basse e medie percentuali a una cifra, con un impatto negativo legato alle fluttuazioni valutarie.

META: Meta Platforms ha registrato un aumento del 50% degli utili e una crescita dei ricavi del 21%, raggiungendo i 48,38 miliardi di dollari, superando le aspettative del mercato. Tuttavia, le previsioni sui ricavi per il prossimo trimestre sono risultate inferiori alle attese, mentre l’azienda prevede un significativo incremento delle spese operative. La settimana precedente, Meta aveva già annunciato che gli investimenti in conto capitale per il 2025 saranno significativamente superiori alle stime degli analisti.

 

  • FINESTRA MACRO-GEOPOLITICA

Il contesto macroeconomico è apparso ancora più favorevole dopo che l’indice core PCE, principale misura dell’inflazione monitorata dalla Fed, è aumentato solo dello 0,16% a dicembre, leggermente al di sotto delle attese. La crescita del PIL si è attenuata al 2,3% nel quarto trimestre, rispetto al 3,1% del terzo trimestre. Inoltre, l’Employment Cost Index, l’indicatore chiave della Fed per il costo del lavoro, è sceso al 3,8% annuo nel quarto trimestre, rispetto al 3,9% del trimestre precedente, segnalando un ulteriore allentamento delle pressioni inflazionistiche.

Mercoledì scorso la FED ha mantenuto invariati i tassi di interesse dopo tre tagli consecutivi. Secondo il presidente Jerome Powell, non vi è attualmente la necessità di ulteriori riduzioni, grazie alla solidità del mercato del lavoro e in attesa di maggiore chiarezza sulle politiche dell’amministrazione Trump. Tuttavia, Powell ha rassicurato che l’inflazione e il tasso di riferimento della Fed sono su una traiettoria discendente.

Questa settimana sarà ricca di dati macro, con il culmine nel rapporto sull’occupazione di venerdì. Secondo le stime, gli economisti si aspettano un quadro sostanzialmente invariato, con un incremento di 170.000 nuovi posti di lavoro a gennaio, di cui 165.000 nel settore privato. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,1%.

Tra i dati chiave della settimana, martedì sarà pubblicato il Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), mentre mercoledì è atteso il rapporto sull’occupazione ADP. Gli investitori seguiranno inoltre l’indice manifatturiero dell’Institute for Supply Management (ISM) e le previsioni di indebitamento del Tesoro per il primo trimestre, entrambe in uscita lunedì, nonché l’indice ISM del settore servizi previsto per mercoledì.

Venerdì, la Casa Bianca ha confermato che il presidente Donald Trump aumenterà i dazi tariffari del 25% su Canada e Messico e del 10% sui beni cinesi, con un’imposta del 10% sul petrolio canadese.

Trump ha dichiarato che imporrà nuovi dazi su acciaio, alluminio, petrolio e gas, farmaceutici e semiconduttori nei prossimi mesi. I dazi sul petrolio potrebbero entrare in vigore già il 18 febbraio, con una tariffa “probabile” del 10%.

Trump aveva promesso aumenti significativi dei dazi e aveva minacciato in passato dazi specifici su Canada, Messico e Cina. Tuttavia, i mercati potrebbero non aver ancora scontato pienamente questi dazi, non essendo certi se Trump rinvierà, modificherà o annullerà le sue azioni.

  • TRIMESTRALI

03/02/2025: PLTR

04/02/2025: PYPL, SPOT, RACE, AMD, GOOGL, SNAP

05/02/2025: UBER, NVO, ARM ,QCOM, SYM, VKTX

06/02/2025: LLY, RBLX, AMZN, NET, AFRM, FTNT, POWL

07/02/2025: CGC

 

  • COSA FARE?

Il mercato azionario ha chiuso una settimana complessa, in un contesto dominato da news. Il calendario rimarrà denso di appuntamenti, con Google, Amazon, Palantir e Fortinet in prima linea per un’altra settimana ricca di trimestrali. Il rapporto sull’occupazione chiuderà una serie di importanti dati economici. I mercati continueranno a digerire l’impatto dei dazi di Trump.

Il rischio legato alle notizie è alto in questo momento, sia per i singoli titoli che per il mercato in generale, e le tue watchlist potrebbero necessitare di una revisione significativa dopo la settimana passata.

Continuiamo ad analizzare e monitorare il mercato in linea con i parametri del nostro Modello Proprietario RAPTOR, e seguiamo attentamente l’evolversi della stagione delle trimestrali, anche in ottica Portafoglio THÉMA.

Per qualsiasi domanda sul Modello Proprietario RAPTOR e sul portafoglio THÉMA puoi parlare con uno dei nostri consulenti prendendo appuntamento direttamente con la responsabile Natalia Garcia Carbajo su questo link ==> https://calendly.com/nataliagarciacarbajo/30min?month=2025-02

Grazie alla nostra ricerca fondata su dati concreti, potrai comprendere meglio i mercati e costruire un portafoglio thématico basato su evidenze, non su opinioni.
  • TERMOMETRO TPRI

Il Fear&Greed Index scende a quota 46, mostrando ancora la neutralità come sentiment prevalente del mercato. Una settimana fa il valore era pari a 49.

Divergenza $NAAR50 vs $COMP: scende la percentuale di titoli che prezzano sopra la SMA50 rispetto alla settimana precedente, in convergenza con la price action negativa dell’indice.

Put/Call Ratio= 0,85 (0,76) Indicatore contrarian che compara il numero totale delle put tradate giornalmente con quello delle call. Valori sopra 1.2 indicano possibili bottom, mentre valori estremamente bassi indicano l’accumulo di opzioni call da parte dei retail, e quindi una “eccessiva” euforia  con possibile ritracciamento in arrivo.   

CBOE Volatility Index: 16,43

 

⭕️ PERCENTUALE TITOLI > SMA200D 03/02/2025

La percentuale dei titoli S&P500 scambiati sopra la loro media mobile a 200 periodi è pari al 62,00%, sul Nasdaq100 il 60,00% dei titoli prezza sopra lo stesso indicatore, mentre sul NYSE la percentuale è pari al 59,16%.

 

⭕️ NUOVI MAX 52 SETTIMANE 03/02/2025

Di seguito i titoli che hanno creato un nuovo massimo a 52 settimane.

 

⭕️ ASSET ALLOCATION E ANALISI SETTORIALE  03/02/2025

ASSET ALLOCATION

FORZA E MOMENTUM SETTORI S&P500

VALUE VS GROWTH

 

VALUE VS GROWTH (SIZE)

 

⭕️ WEEKLY PERFORMANCE SETTORI & TOP10 INDUSTRIE 03/02/2025

– Communication Services top sector con un RoC_5,D del +2,57%

– Technology bottom sector con un RoC_5,D pari a -3,69%

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