⭕️ Analisi del mercato: Azionario USA
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PANORAMICA DEL MERCATO
Nonostante il movimento di discesa seguito da un rimbalzo, il mercato azionario ha chiuso la scorsa settimana con perdite significative.
Il Nasdaq ha toccato i minimi del 2025 prima di partecipare al recupero generale, ma la sua price action resta ancora in fase di costruzione. Anche i principali titoli growth, tra cui Nvidia (NVDA), Palantir Technologies (PLTR) e Tesla (TSLA), hanno registrato ribassi.
Al contrario, il Dow Jones ha chiuso la settimana in positivo, riconquistando la media mobile a 50 giorni. Questo risultato riflette la forza relativa di alcuni settori, come finanziario, industriale, sanitario e consumi discrezionali, che hanno beneficiato di una temporanea rotazione dai titoli tecnologici.
La seduta di venerdì può essere considerata un primo tentativo di ripresa, ma si tratta ancora di un singolo segnale positivo. È fondamentale mantenere un approccio prudente, concentrandosi sui titoli che mostrano segnali di forza e costruzione di basi solide sui grafici settimanali, dove osserviamo reazioni interessanti su livelli di supporto chiave.
Il contesto resta caratterizzato da eventi politici ed economici rilevanti. Tuttavia, è importante non focalizzarsi eccessivamente sulla ricerca di spiegazioni immediate per la price action del mercato, evitando così di perdere opportunità qualora si formasse un vero bottom.
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ANALISI DEGLI INDICI
La pressione di vendita si è concentrata sui titoli growth, mentre i settori più difensivi hanno mostrato maggiore resilienza. Venerdì, gli indici hanno registrato un rimbalzo grazie ai dati sull’inflazione in raffreddamento, con un ulteriore slancio nella fase finale della seduta, spinto dai commenti del Segretario al Tesoro Bennett sui dazi. Il mercato ha anche superato la consueta volatilità serale legata alla “maledizione delle ore 19”, innescata dopo il litigio Trump-Zelensky.
Nel complesso, il Dow Jones è salito dello 0,95%, superando la media mobile a 50 giorni. L’S&P 500 ha chiuso la settimana in calo dell’1%, ma il recupero di venerdì lo mantiene vicino alla sua media a 50 giorni. Il Nasdaq Composite ha registrato una perdita del 3,4%, nonostante un rimbalzo dell’1,6% dai pressi della media mobile a 200 giorni nell’ultima seduta. Il Russell 2000, invece, ha perso l’1,5%, toccando i minimi degli ultimi cinque mesi. Mentre Nasdaq e S&P 500 si stanno avvicinando ai livelli pre-elettorali, il Russell 2000 è già sceso ben al di sotto del valore registrato il 5 novembre.
La seduta di venerdì ha segnato l’inizio di un potenziale tentativo di ripresa. Tuttavia, un singolo rimbalzo – per quanto deciso – non è sufficiente a confermare un’inversione di tendenza. Ora serve un follow-through e, soprattutto, la comparsa di setup tecnici più solidi.
I settori difensivi a crescita stabile, come assicurazioni, servizi finanziari, grandi banche, aerospaziale, oltre ad alcuni titoli del comparto medicale e retail, stanno mostrando una buona tenuta.
Tuttavia, se l’S&P 500 dovesse proseguire la discesa, anche questi comparti potrebbero risentirne. Al contrario, un ritorno del mercato in modalità “risk-on” favorirebbe nuovamente i titoli growth.
Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di 19 punti base, attestandosi al 4,23%, al di sotto della media mobile a 200 giorni e toccando il livello più basso da inizio dicembre.
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AZIONARIO USA
Chiusure settimanali:
SPY: -0,96%
QQQ: -3,40%
MDY: -0,12%
IWM: -1,45%
- ANGOLO DEGLI ETF (chiusure settimanali)
Tra gli ETF focalizzati sulla crescita, l’Innovator IBD 50 ETF (FFTY) ha chiuso la scorsa settimana con un calo del 2,6%. L’iShares Expanded Tech-Software Sector ETF (IGV) ha perso il 3%, penalizzato dalla debolezza di Palantir, uno dei suoi principali componenti. Il VanEck Vectors Semiconductor ETF (SMH) ha subito un crollo del 6,9%, con Nvidia che ha inciso pesantemente sulla performance.
Anche gli ETF di Ark Invest hanno registrato vendite consistenti: l’ARK Innovation ETF (ARKK) è sceso del 7,6%, mentre l’ARK Genomics ETF (ARKG) ha perso l’8,6%. Tesla rimane la maggiore partecipazione nei fondi di Ark Invest.
Tra gli ETF settoriali, l’SPDR S&P Metals & Mining ETF (XME) ha chiuso la settimana con un ribasso dello 0,9%. L’Energy Select SPDR ETF (XLE) ha segnato un modesto rialzo dello 0,1%, mentre l’Health Care Select Sector SPDR Fund (XLV) ha guadagnato l’1,7%. L’Industrial Select Sector SPDR Fund (XLI) ha registrato un progresso dell’1,1%.
L’Financial Select SPDR ETF (XLF) è avanzato dell’1,7%, avvicinandosi ai massimi storici, grazie al contributo di Berkshire Hathaway e Mastercard, due delle sue principali partecipazioni.
Le performance settoriali evidenziano chiaramente un’uscita di liquidità dal comparto tecnologico, accentuata dalla reazione negativa ai risultati trimestrali di Nvidia. Gli investitori hanno temporaneamente spostato il focus su blue chip e settori più difensivi, ma ritengo questa rotazione solo transitoria.
In linea con il mio modello di investimento, non cercherò opportunità in questi segmenti, ma attenderò la formazione di setup su titoli growth e tematici, che ritengo strategici per il portafoglio nel medio-lungo termine.
FFTY (Innovator IBD50 ETF): -2,60%
BOUT (Innovator IBD Breakout Opportunities): -2,85%
IGV (iShares Expanded Tech-Software Sector ETF): -2,97%
SMH (VanEck Vectors Semiconductors ETF): -6,89%
ARKK (ARK Innovation ETF): -7,57%
ARKG (ARK Genomic Revolution ETF): -8,61%
XME (SPDR S&P Metals&Mining ETF): -0,94%
PAVE (Global X US Infrastructure Development ETF): -0,59%
JETS (US Global Jets ETF): -0,85%
XHB (SDPR S&P Homebuilders ETF): +0,28%
XLE (Energy Select SPDR ETF): +0,08%
XLF (Financial Select SPDR ETF): +2,82%
XLV (Health Care Select Sector SPDR Fund): +1,71%
- I PROTAGONISTI
NVDA: Nvidia ha superato le attese nel quarto trimestre fiscale, riportando risultati solidi e alzando le previsioni per il futuro. Le vendite dei nuovi processori Blackwell hanno superato le aspettative, ma hanno inciso negativamente sui margini di profitto.
Nel trimestre, l’utile per azione (EPS) è aumentato del 71%, mentre i ricavi sono cresciuti del 78%, raggiungendo 39,33 miliardi di dollari. Tuttavia, il margine lordo rettificato è sceso al 73,5%, in calo rispetto al 75% del terzo trimestre e al 76,7% dello stesso periodo dell’anno precedente. Per il trimestre in corso, Nvidia prevede un ulteriore calo del margine lordo al 71%, a causa dell’aumento della produzione di Blackwell, con un ritorno nella fascia mid-70% più avanti nell’anno fiscale.
Per il primo trimestre del nuovo anno fiscale, stima un fatturato di 43 miliardi di dollari, in crescita del 65% su base annua.
Nonostante i risultati positivi, il titolo ha subito un forte calo dopo la pubblicazione del report, complice anche un contesto di mercato sfavorevole. Di particolare rilievo i commenti del CEO Jensen Huang sui futuri sviluppi di veicoli a guida autonoma e robotica, temi chiave per la strategia dell’azienda nei prossimi anni.
SNOW: Snowflake ha registrato un calo del 14% dell’utile per azione (EPS) nel quarto trimestre, pur superando le stime degli analisti. Anche i ricavi hanno battuto le attese, con una crescita del 27% a 986,8 milioni di dollari.
Per l’anno fiscale 2026, la società ha fornito una guidance leggermente più ottimistica sulla crescita dei ricavi derivanti dai prodotti.
Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo ha inizialmente reagito con un rialzo, ma ha poi chiuso la settimana in territorio negativo.
AXON: Axon Enterprise ha superato ampiamente le previsioni nel quarto trimestre, con un utile per azione (EPS) in crescita dell’84%, segnando una accelerazione per il secondo trimestre consecutivo. I ricavi sono aumentati del 34%, raggiungendo 575,2 milioni di dollari.
Per il 2025, l’azienda prevede una crescita dei ricavi del 25% al punto medio della guida annuale. Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo ha registrato un rimbalzo, ma il guadagno settimanale è stato contenuto.
Axon ha sottolineato il valore del suo più grande contratto di sempre, che riguarda le bodycam e le soluzioni Fusus per i centri di monitoraggio in tempo reale. Inoltre, il pacchetto AI, lanciato a fine ottobre, ha già ottenuto 10 contratti.
L’azienda ha ridotto al minimo l’impatto del DOGE sui contratti federali per le forze dell’ordine, ma non ha segnalato nuovi contratti in ambito federale.
- FINESTRA MACRO-GEOPOLITICA
L’economia statunitense mostra segnali di rallentamento mentre il processo di disinflazione continua, con imprese e consumatori che si preparano all’impatto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. L’inflazione PCE è scesa al 2,6%, il livello più basso degli ultimi sette mesi e vicino ai minimi quadriennali, offrendo alla banca centrale maggiore margine di manovra in caso di indebolimento del mercato del lavoro.
L’erosione della fiducia dei consumatori ha contribuito a una contrazione dello 0,2% della spesa personale a gennaio, mentre il deficit commerciale ha raggiunto un record di 153,3 miliardi di dollari, trainato da un’impennata del 33% delle importazioni di forniture industriali in previsione delle nuove tariffe. Sul fronte occupazionale, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 242.000, rispetto alle 220.000 della settimana precedente.
La settimana che inizia sarà cruciale per valutare l’andamento economico. Wall Street si aspetta la creazione di 160.000 posti di lavoro a febbraio, concentrati nel settore privato, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe restare stabile al 4%. Miglioramenti potrebbero derivare dalla ripresa post-maltempo e dagli effetti degli incendi di Los Angeles, mentre l’impatto dei licenziamenti legati al DOGE dovrebbe emergere solo a marzo. Giovedì, i mercati monitoreranno con attenzione le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, mentre i dati ISM sulla manifattura e sui servizi offriranno un primo quadro dell’andamento economico di febbraio.
In questo contesto, il quadro macroeconomico complessivo rimane stabile, con la Casa Bianca e la Federal Reserve che osservano attentamente l’evoluzione del mercato del lavoro. Entrambe le istituzioni sperano in un rallentamento dell’economia che possa consolidare i progressi nella lotta all’inflazione, senza però scivolare in una recessione. I dazi e le tariffe, pur rappresentando un potenziale freno alla crescita nel breve termine, potrebbero contribuire a contenere le spinte inflazionistiche, bilanciando le dinamiche economiche. La sfida per i policymaker sarà quindi quella di calibrare le risposte politiche per sostenere la stabilità, mantenendo al contempo la fiducia di consumatori e imprese in un contesto incerto.
- TRIMESTRALI: da Broadcom e Marvell altri dati sullo stato di salute dell’AI
In settimana sono attesi diversi report di rilievo, con particolare attenzione verso le azioni legate all’intelligenza artificiale, tra cui Broadcom (AVGO) e Marvell Technology (MRVL). CrowdStrike (CRWD) sarà protagonista con tre report sugli utili nel settore della cybersecurity. Anche Okta (OKTA) e Zscaler (ZS), sebbene in agenda, sono attualmente tra i titoli più deboli dell’industria.
03/03/2025: SMR, OKTA, ASTS, GTLB
04/03/2025: TGT, BBY, EVGO, CRWD, CRDO
05/03/2025: MRVL, RGTI, ZS, MDB
06/03/2025: JD, AVGO, BBAI, SERV, IOT
07/0/32025: YPF
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COSA FARE?
Il mercato ha subìto un ritracciamento importante, seppur fisiologico, ma una ripresa potrebbe essere in corso. La domanda che sorge ora è se i rialzisti riusciranno a fare un vero passo avanti.
Se questa è davvero l’inizio di una ripresa significativa, che durerà diverse settimane o mesi, gli investitori avranno tutto il tempo per approfittarne.
Nel rinnovare le watcchlist, è importante concentrarsi su azioni che mostrano forza relativa, anche se i grafici non sono ancora perfetti.
I dazi imposti da Trump e il rapporto sul mercato del lavoro potrebbero rivelarsi fattori importanti per il mercato. Non è chiaro se i mercati abbiano già scontato l’impatto di un forte aumento dei dazi, sperando ancora in una possibile sospensione dell’ultimo minuto.
Continuiamo ad analizzare e monitorare il mercato in linea con i parametri del nostro Modello Proprietario di Investimento RAPTOR, seguendo attentamente l’evolversi delle dinamiche di mercato in ottica degli obiettivi di lungo termine del Portafoglio Tematico Tecnologico THÉMA.
Per qualsiasi domanda sul Modello Proprietario RAPTOR e sul portafoglio THÉMA puoi parlare con uno dei nostri consulenti prendendo appuntamento direttamente con la responsabile Natalia Garcia Carbajo su questo link ==> https://calendly.com/
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TERMOMETRO TPRI
Il Fear&Greed Index è crollato a quota 20, segnalando una paura estrema come sentiment prevalente nel mercato. Gran parte di questa discesa è attribuibile alle preoccupazioni sulla crescita economica e all’incertezza riguardo ai dazi. Solo una settimana fa, il valore era pari a 35.
Accolgo positivamente questa discesa verso valori estremi, in quanto, unita ai livelli estremamente bearish dei retail, aumenta le probabilità di un processo di bottoming. Questi segnali possono suggerire che il mercato sta raggiungendo una fase di esaurimento delle vendite, con il potenziale di avviare una ripresa a lungo termine. La paura diffusa potrebbe rappresentare un’opportunità per chi è in grado di entrare nel mercato in modo strategico, ma è essenziale monitorare attentamente l’evoluzione della situazione per confermare la stabilizzazione.
Divergenza $NAAR50 vs $COMP: scende la percentuale di titoli che prezzano sopra la SMA50 rispetto alla settimana precedente, in convergenza con la price action negativa dell’indice. Ma il dato più interessante arriva contestualizzando il valore: pur non essendo sui livelli toccati a novembre 2023, questa percentuale è stata presente in altre situazioni di bottom come quella di agosto 2024.
Put/Call Ratio= 0,92 (0,87) Indicatore contrarian che compara il numero totale delle put tradate giornalmente con quello delle call. Valori sopra 1.2 indicano possibili bottom, mentre valori estremamente bassi indicano l’accumulo di opzioni call da parte dei retail, e quindi una “eccessiva” euforia con possibile ritracciamento in arrivo.
CBOE Volatility Index: 19,63
⭕️ PERCENTUALE TITOLI > SMA200D 03/03/2025
Attualmente, la percentuale di titoli S&P 500 scambiati sopra la loro media mobile a 200 periodi è pari al 60,00%, mentre sul Nasdaq 100 la percentuale è anch’essa del 60,00%. Sul NYSE, questa percentuale si attesta al 55,01%.
Nonostante il continuo momentum negativo, le percentuali sono rimaste stabili sull’S&P 500 e sul NYSE, mentre abbiamo osservato un peggioramento più marcato sul Nasdaq 100. Questo suggerisce una maggiore debolezza nel segmento tecnologico rispetto agli altri indici. Tuttavia, il posizionamento long di lungo termine sopra la SMA200D (media mobile a 200 giorni) non ha subito grandi variazioni, indicando che la maggior parte degli investitori rimane ancora fiduciosa sulla forza di fondo dei titoli, nonostante le turbolenze recenti.
⭕️ NUOVI MAX 52 SETTIMANE 03/03/2025
La lista dei titoli che hanno registrato un nuovo massimo a 52 settimane è ridotta e, cosa ancora più rilevante, manca completamente la presenza di titoli tecnologici.
In una fase di mercato come questa, con pochi titoli che emergono e senza la spinta dei settori tecnologici, la strategia più prudente è probabilmente quella di limitarsi a gestire le posizioni già aperte su titoli di lungo periodo, evitando di espandere l’esposizione. Aumentare l’esposizione in un contesto di incertezze o di scarsa partecipazione da parte dei settori chiave è relativamente più rischioso.
Quindi, un focus sulla gestione attiva e sul monitoraggio delle posizioni esistenti è essere il modo migliore per navigare questo periodo di mercato, aspettando segnali più chiari prima di fare mosse decisive.
⭕️ ASSET ALLOCATION E ANALISI SETTORIALE 03/03/2025
L’analisi settoriale settimanale evidenzia un’intensificazione dell’attività di mercato, con una dinamica differenziata tra i vari comparti. In particolare, i settori Consumer Discretionary e Technology mostrano una tendenza negativa, influenzando significativamente gli indici NASDAQ e S&P 500, data la loro rilevanza in termini di capitalizzazione.
Al contrario, il settore Communication Services si conferma in una posizione di leadership, evidenziando segnali di ripresa rispetto alla settimana precedente e riprendendo una traiettoria rialzista. Anche il settore Financials registra un rapido miglioramento, come confermato dagli ultimi aggiornamenti grafici. Di contro, Technology continua a perdere terreno, mentre Consumer Discretionary, pur rimanendo nel quadrante di indebolimento, mostra primi segnali di possibile recupero, che necessitano tuttavia di ulteriori conferme nelle prossime settimane.
Altri settori, tra cui Industrials, Utilities, Energy, Staples, Real Estate, Materials e Healthcare, mostrano una dinamica positiva, con traiettorie orientate verso il quadrante nord-est, segnale chiaro di una rotazione settoriale in atto.
L’analisi giornaliera evidenzia movimenti ancora più marcati. Il settore Consumer Staples ha registrato una performance superiore, un comportamento tipico nelle fasi di debolezza del mercato, in cui i comparti difensivi tendono a rafforzarsi. Anche Utilities e Healthcare, tradizionalmente considerati settori difensivi, hanno mostrato segnali di forza, soprattutto negli ultimi giorni. Tra i settori in crescita si distinguono Energy, Materials e Financials, mentre Communication Services, pur essendo nel quadrante di indebolimento, presenta una traiettoria relativamente corta, suggerendo una stabilità rialzista grazie alla sua posizione sul lato destro del grafico.
Nel complesso, il quadro di mercato appare contrastato. Nel breve termine, emerge una prevalenza di settori difensivi, mentre l’analisi settimanale indica che comparti non difensivi, come Financials e Communication Services, mantengono una certa resilienza, con Consumer Discretionary che conserva margini di recupero. Questa divergenza tra i timeframe giornaliero e settimanale suggerisce che il mercato, e in particolare l’S&P 500 (SPY), stia attraversando più una fase di consolidamento che una vera correzione. La tendenza rialzista di lungo periodo rimane intatta, sebbene il suo momentum si sia attenuato a favore di quello ribassista.
Per quanto riguarda l’S&P 500, l’analisi della stagionalità basata su dati ventennali indica una pressione ribassista fino a metà marzo, coerente con l’andamento laterale osservato di recente e con il tipico schema di top a fine anno scorso seguito da una fase di consolidamento. Tuttavia, l’entità di tali movimenti può discostarsi dalla media storica in funzione delle condizioni macroeconomiche e della dinamica dei tassi d’interesse.
L’attuale rotazione settoriale, unita ai fattori stagionali, mi suggerisce che il mercato si trova in una fase di transizione. Sebbene i settori difensivi stiano temporaneamente dominando, comparti come Financials e Communication Services mostrano segnali di resilienza nel medio-lungo termine, indicando che il quadro complessivo potrebbe evolversi favorevolmente già nelle prossime settimane con il growth che potrebbe tornare quindi protagonista.
ASSET ALLOCATION
FORZA E MOMENTUM SETTORI S&P500
VALUE VS GROWTH
VALUE VS GROWTH (SIZE)
⭕️ WEEKLY PERFORMANCE SETTORI & TOP10 INDUSTRIE 03/03/2025
– Real Estate top sector con un RoC_5,D del +2,44%
– Technology bottom sector con un RoC_5,D pari a -4,26%