Le basi del nostro framework: analisi fondamentale, analisi tecnica e il modello proprietario che li integra.
L'analisi fondamentale non è uno strumento teorico né un esercizio accademico finalizzato a stimare il "giusto valore" di un'azienda. Non lavoriamo per costruire modelli di valutazione o per determinare quanto un titolo dovrebbe valere in condizioni ideali. Il mercato non si muove su modelli teorici, ma su dati, aspettative e flussi di capitale.
Per questo motivo, nel nostro approccio anche l'analisi fondamentale è prima di tutto un processo di lettura e interpretazione delle evidenze, che ci permette di capire se un'azienda è realmente allineata con le forze che stanno muovendo il mercato.
La sua funzione è operativa e concreta: filtrare, selezionare e validare le opportunità, concentrandoci solo su quelle che mostrano caratteristiche oggettive di forza.
Il punto di partenza del nostro lavoro è l'evidence-based investing: non investiamo su opinioni, ma su evidenze.
L'analisi fondamentale rappresenta il primo livello di questa evidenza, perché ci consente di lavorare su dati concreti — crescita dei ricavi, evoluzione degli utili, guidance, revisioni delle aspettative — evitando di costruire tesi basate su narrative non supportate dai numeri.
Non si tratta semplicemente di leggere i dati, ma di interpretarli nel modo corretto: capire quando indicano forza reale, quando segnalano un turn-around e quando non sono sufficienti a giustificare un investimento.
All'interno del nostro processo, l'analisi fondamentale ha un ruolo preciso: ridurre la complessità e fare selezione.
Attraverso l'analisi dei dati identifichiamo:
Ci permette di capire chi sta vincendo davvero, non chi potrebbe vincere in teoria.
Non utilizziamo l'analisi fondamentale per cercare titoli sottovalutati. Serve a individuare un allineamento preciso tra crescita reale dell'azienda, contesto macro e tematico, e interesse effettivo del mercato.
L'analisi fondamentale, per noi, non serve a dimostrare che il mercato ha torto, ma a capire quando il mercato ha ragione, e perché.
Nel nostro modello, dati fondamentali e prezzo non sono separati. Il prezzo è una parte integrante dell'evidenza. Non acquistiamo titoli in forte debolezza solo perché sembrano economici.
La fondamentale risponde alla domanda "ha senso essere su questo titolo?", la tecnica risponde a "quando e come entrarci?". È l'integrazione tra queste due dimensioni che permette di costruire un approccio coerente e replicabile.
L'analisi fondamentale non serve a prevedere il futuro, ma a identificare situazioni in cui le probabilità sono a nostro favore. Quando fondamentali solidi, contesto favorevole e comportamento del mercato si allineano, aumenta la probabilità che un trend si sviluppi in modo sostenibile.
Non esistono certezze, ma esistono configurazioni migliori di altre.
Ogni dato viene letto in tre dimensioni: la direzione (sta migliorando?), la velocità (sta accelerando?) e la coerenza (è confermato dal mercato?). Il valore non nasce dal singolo indicatore, ma dal momento in cui più elementi iniziano a muoversi insieme.
Earnings growth — Ciò che fa la differenza è quando la crescita migliora nel tempo. Il mercato premia non solo i risultati, ma il loro progresso.
Revenue acceleration — Quando i ricavi accelerano, la domanda sta diventando più forte. In molti casi anticipa miglioramenti negli utili, espansione dei margini e aumento dell'interesse degli investitori. È uno dei segnali più puliti di forza strutturale.
Margini — I margini trasformano la crescita da "numerica" a "qualitativa". Margini in espansione = efficienza, potere di prezzo, economie di scala.
Guidance — Le indicazioni sulle performance future hanno spesso più impatto dei dati appena pubblicati. I prezzi si muovono sulle aspettative, non sui risultati passati.
Earnings surprise — Quando i risultati superano le aspettative, si crea uno squilibrio. La sorpresa è spesso il punto di innesco di un nuovo trend.
Breakout fondamentale — Quando più variabili cambiano contemporaneamente: crescita che accelera, guidance che migliora, aspettative riviste al rialzo. È il momento in cui la narrativa diventa evidenza.
Settori e cicli — I grandi vincitori raramente emergono in ambienti deboli. La macro non genera il segnale, ma ne modifica la qualità.
Lettura integrata — Non cerchiamo il dato perfetto. Cerchiamo configurazioni coerenti e ripetibili. Quando più fattori convergono, aumenta la probabilità di movimenti significativi.
Uptrend — Massimi e minimi crescenti. Le medie mobili si dispongono in ordine, inclinate verso l'alto.
Downtrend — Massimi e minimi decrescenti. Le medie mobili si invertono.
Consolidamento — Il prezzo si muove lateralmente. Le medie mobili si intrecciano senza direzione.
Supporto — Livello dove la domanda prevale. Quando rotto, diventa resistenza.
Resistenza — Livello dove l'offerta prevale. Quando rotta, diventa supporto.
Gap — Discontinuità nel prezzo tra due sessioni. Agiscono come magneti, attirando il prezzo a colmare la distanza.
Medie mobili — Il prezzo medio su un periodo. EMA su questo sito: 8gg (verde), 20gg (blu), 55gg (rosso), SMA 200gg (nero). Direzione e pendenza sono gli elementi chiave.
Trend line — Linea dinamica inclinata usata come supporto o resistenza durante il trend.
Volume — Il numero di azioni scambiate. Rottura di resistenza + volumi alti = convinzione. Salita con volumi in calo = debolezza.
Cup & Handle — Rialzista. Il prezzo tocca una resistenza, scende, risale, poi forma un secondo ritracciamento più contenuto con volumi minori. Breakout con volumi elevati.
Testa e Spalle — Ribassista (invertito = rialzista). Tre picchi, il centrale più alto. Volumi decrescenti sui picchi, crescenti nelle vendite. Completo alla rottura della neckline.
Flag — Continuazione. Fase di congestione laterale dopo un movimento brusco. Varianti: Pennant e Wedge (bordi convergenti).
Basing — Ritracciamenti sempre più contenuti e volumi sempre più bassi man mano che ci si avvicina alla resistenza. Segnale di accumulazione.
Double Bottom — Due minimi allo stesso livello. Completo alla rottura della neckline con volumi crescenti.
Flat Base — Consolidamento laterale con oscillazioni <15% e volumi in calo. Il titolo "digerisce" i guadagni senza cedere. Uno dei pattern più affidabili.
Base Ascendente — Minimi e massimi leggermente crescenti durante il consolidamento. Forza relativa. Preludio a breakout potenti.
Simmetria — Le correzioni si sviluppano in tre fasi in relazione simmetrica. I cicli formano simmetrie temporali.
Mercato Choppy — Senza direzione, con falsi breakout e volumi irregolari. La disciplina impone di restare fermi.
Divergenza negativa — Indicatore con massimi decrescenti vs prezzo con massimi crescenti. Anticipa correzione.
Divergenza positiva — Indicatore che sale vs prezzo che scende. Esaurimento pressione ribassista.
Inversione negativa — In downtrend: prezzo con massimi più bassi, indicatore con massimi più alti. Segnale molto potente.
Inversione positiva — In uptrend: indicatore con minimi più bassi, prezzo con minimi più alti. Continuazione del trend rialzista.
RSI — Oscillatore 0–100. Sopra 70 = ipercomprato, sotto 30 = ipervenduto. In uptrend il 40 regge, in downtrend il 60 è resistenza.
Composite Index — RSI con filtro di momentum. Identifica divergenze nascoste.
Detrend Oscillator — Distanza tra due medie mobili. A 7 periodi identifica zone di massimi e minimi.
DeMark — Identifica esaurimento estremo. DeMark 9 = attenzione. DeMark 13 = raro, molto significativo. Sempre in combinazione con altri strumenti.
MACD — Distanza tra EMA 12 e EMA 26. L'istogramma anticipa l'esaurimento del momentum.
Fattori Temporali — Quando molteplici cicli convergono, si crea un punto di inflessione potenziale.
Fibonacci — Livelli 38,2%, 50% e 61,8%. Quando più suddivisioni convergono, si ottiene un target preciso.
Noi lo utilizziamo come strumento per comprendere la struttura dei mercati — non per definire punti di ingresso o di uscita. 8 onde: 5 impulsive (1–5) e 3 correttive (A, B, C). Nel mondo TP le chiamiamo Three Legs e Two Legs.
Onda 1 — Primo movimento, poco riconoscibile. Onda 2 — Il punto di ingresso più asimmetrico dell'intero ciclo. Onda 3 — La più lunga e potente. Onda 4 — Correzione laterale. Onda 5 — Ultimo movimento, con euforia e divergenze negative.
A, B, C — Fase correttiva. La B è un rimbalzo ingannevole. La chiave è la natura frattale: ogni onda contiene onde più piccole della stessa struttura.
Flat Base, Double Bottom, Base Ascendente, Cup & Handle, Flag — non sono pattern indipendenti. Sono contrazioni della teoria di Elliott: la manifestazione visiva delle stesse strutture frattali. Sono tutte rappresentazioni grafiche della psicologia dei mercati.
Il modello Trend Positioning nasce dall'integrazione di due livelli di lettura, uno tattico, l'altro strutturale.
Sul timeframe operativo, il modello lavora con i pattern grafici classici: configurazioni precise, stop loss misurabili, rapporto rischio/rendimento quantificabile. Le basi sono fasi di accumulazione dove il mercato assorbe la pressione di vendita. Volume che si contrae durante la base, si espande sul breakout. Entry, sizing, stop loss: tutto è definito a priori.
Sul timeframe superiore, il modello aggiunge Elliott — non come punti di ingresso, ma per contestualizzare la posizione nel ciclo.
TriPivot — Una posizione è completa solo quando tre elementi si allineano: pivot su almeno tre timeframe distinti, un tema strutturale chiaro e una tesi fondamentale solida. Un segnale su un solo livello è rumore. Su due è un'ipotesi. Quando tutti e tre convergono, è una tesi.
Un titolo in THÉMA durante una struttura favorevole può attraversare correzioni significative senza che la tesi venga invalidata. Quelle correzioni sono parte integrante della tesi.
Lo stesso schema si ripete su ogni scala temporale. Un'Onda 2 di grado primario può durare anni — momento giusto per THÉMA. Un'Onda 2 di grado inferiore dura mesi — ingresso tattico R.A.P.T.O.R. (durata media ~95 settimane).
Un ritracciamento del 30% su THÉMA non è un errore: è atteso. Lo stesso 10% su R.A.P.T.O.R. è un errore: si prende lo stop.
Due portafogli, due logiche, due soglie. Chi gestisce solo il tattico viene espulso dai rendimenti più grandi. Chi opera solo lo strutturale non ha la precisione per proteggere il capitale.
I mercati seguono una struttura ripetitiva e frattale. 5 onde nella direzione del trend (Three Legs) e 3 correttive (Two Legs). Queste non descrivono dove il prezzo andrà, descrivono dove si trova all'interno di un ciclo.
Abbiamo codificato questa struttura dopo dieci anni di studio osservando cento anni di mercato. La maggior parte dei trader conta le onde per scommettere sulle inversioni. Noi rispondiamo a una sola domanda: in quale fase strutturale ci troviamo?
Non è Elliott. Non è analisi tecnica classica. È il framework che li unisce: stare investiti sui cicli giusti, nel momento giusto, per il tempo necessario.
Entrare bene è importante. Restare investiti sui veri cicli è ciò che determina i rendimenti reali.