Trend Positioning Invest

Il nostro processo

La maggior parte degli investitori sceglie un campo e ci resta: o si affidano ai numeri dei bilanci, o seguono i grafici, o ascoltano il sentiment del mercato. Noi crediamo che questa separazione sia un limite, non una virtù.

Metodologia

Tre livelli di analisi integrati

Il nostro processo nasce dall'integrazione di tre livelli di analisi distinti, ciascuno con un ruolo preciso.

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Analisi Fondamentale

Cosa comprare

Studiamo il prodotto, il mercato indirizzabile, la qualità del management e i dati di crescita per identificare le aziende che stanno realmente creando valore, non quelle che semplicemente beneficiano del rumore di un trend.

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Analisi Tecnica

Quando comprare

Un'azienda eccellente acquistata nel momento sbagliato può essere un investimento mediocre per anni. Leggere la struttura del prezzo e dei volumi ci permette di entrare e mantenere le posizioni con maggiore precisione.

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Analisi Sociale

Per quanto tempo mantenere

Monitorare la narrativa che si costruisce attorno a un'azienda, tra investitori retail, istituzioni, media e community tecnologiche, ci permette di capire in quale fase del ciclo ci troviamo e quanto carburante resta ancora nel trend.

Insieme, questi tre livelli ci consentono di costruire una visione completa e unica nel panorama degli investimenti. Questo è il nostro edge — il nostro vantaggio competitivo: sapere cosa comprare, quando comprare e per quanto tempo mantenere la posizione.
Esecuzione

Costruzione delle posizioni

Una volta identificate le aziende che vogliamo possedere, l'analisi tecnica entra in gioco per aumentare la probabilità di aprire la posizione nel momento più favorevole.

In pratica, attendiamo configurazioni di breakout sui titoli che abbiamo selezionato: è il segnale che il mercato sta confermando la nostra tesi. A quel punto apriamo la posizione, accompagnandola sempre con uno stop loss, uno strumento essenziale per proteggere il capitale nel caso in cui l'ingresso si riveli prematuro.

Perché anche la migliore analisi non elimina l'incertezza. La gestisce.
Disciplina

Stop loss fisico e mentale: due approcci, una stessa disciplina

Lo stop loss è sempre presente nel nostro modello di rischio, cambia solo la forma in cui viene applicato.

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R.A.P.T.O.R.

Lo stop loss è fisico: un livello preciso, impostato al momento dell'ingresso, che chiude automaticamente la posizione se il prezzo lo raggiunge. Non richiede decisioni in tempo reale. È una regola, e come tale va rispettata.

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THÉMA

Lo stop loss è mentale: non è un ordine automatico, ma una soglia di riferimento consapevole. Richiede disciplina personale e una visione chiara del perché si detiene una posizione, e di quando quella ragione viene meno.

Due strumenti

R.A.P.T.O.R. e THÉMA

R.A.P.T.O.R. è un framework tattico esplicito per chi sceglie un modello operativo strutturato. Fornisce regole chiare su timing, size e gestione del rischio. Non elimina l'incertezza — la organizza. È uno strumento, non un prerequisito: chi non lo adotta non è in difetto né in svantaggio.

THÉMA è un portafoglio modello tematico riservato. Le sue regole e la sua logica costruttiva non sono pubbliche: è uno strumento di riferimento esclusivo. È il nostro portafoglio aziendale — condiviso in tempo reale attraverso alert. Diventa una struttura che mostra come costruire esposizione nel tempo sui grandi megatrend strutturali, non come recuperare il passato o allinearsi a una storia che non è replicabile.

Il processo funziona in questo modo:

Analizziamo il comportamento dei prezzi dei titoli che seguiamo alla ricerca di configurazioni grafiche con rapporto rischio/rendimento favorevole.

Quando individuiamo una configurazione interessante, entriamo in posizione con uno stop loss per limitare le perdite nel caso in cui l'ingresso sia anticipato.

Circa il 50% delle entrate si sviluppa come previsto e manteniamo il titolo nel lungo periodo.

L'altra metà attiva lo stop protettivo: in questi casi accettiamo una perdita compresa tra l'1% e il 2% del capitale e attendiamo un nuovo segnale di ingresso.

Quando un titolo entra nel portafoglio con una prospettiva di lungo periodo, la posizione viene gestita in modo differente a seconda dello strumento.

Il concetto chiave

Il concetto di Onda 2

Nei mercati, tutto è un frattale di qualcos'altro. Siamo noti per aver sviluppato e diffuso il concetto di Onda 2 — l'unico momento in cui si guadagna davvero nel medio-lungo termine. Ma un'Onda 2 di lungo periodo non è altro che un insieme di frattali più piccoli, ciascuno costituito dalla propria sequenza di Onda 1, Onda 2, Onda 3 e Onda 4 discussi nel R.A.P.T.O.R..

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THÉMA e la grande Onda 2

Rimane investito il 100% del tempo, gestendo il rischio attraverso la solidità della tesi fondamentale e una liquidità parziale nei momenti chiave.

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R.A.P.T.O.R. e l'Onda 2 di Onda 2

Opera su scala più tattica: cattura l'Onda 2 di Onda 2, uscendo in liquidità durante i crolli e rientrando solo quando il modello genera un nuovo segnale entro i limiti definiti dalle regole.

Due strumenti, due orizzonti temporali, una stessa visione di fondo.

Aggiungiamo nuove tranche alle posizioni quando emergono nuovi segnali di forza oppure, in alcuni casi, durante fasi di debolezza se la convinzione sul titolo rimane elevata.

Per gestire ulteriormente il rischio, possiamo coprire parte del portafoglio quando i nostri modelli lo indicano, shortando un ETF altamente liquido e correlato al mercato come QQQ o SMH.

Risk management

Gestione del rischio

Utilizziamo diversi strumenti per gestire il rischio. In alcuni casi riduciamo discrezionalmente una posizione quando riteniamo che il titolo sia eccessivamente esteso prendendo profitti parziali; in altri utilizziamo stop loss predefiniti, che condividiamo con i nostri lettori quando si attivano i segnali.

In pratica, quando necessario, copriamo il portafoglio shortando un ETF ampio, liquido e altamente correlato con il mercato. I segnali che utilizziamo si basano su una combinazione di tecniche di trend following e algoritmi di momentum. La correlazione complessiva del portafoglio determina quale ETF utilizzeremo per la copertura.

Il nostro obiettivo è limitare le perdite e lasciare correre le posizioni vincenti, mantenendo allo stesso tempo un livello di rischio che ci permetta di operare con serenità.

Dimensionamento delle posizioni

Un altro elemento fondamentale della gestione del rischio è la dimensione delle posizioni. In genere iniziamo con esposizioni ridotte e aumentiamo progressivamente la posizione quando il titolo dimostra forza.

Raramente apriamo una posizione iniziale superiore al 5% del valore del portafoglio. Continuiamo ad aumentare l'esposizione fino a raggiungere l'allocazione target, lasciando poi correre il titolo. Al contrario, valutiamo di ridurre una posizione se, nel tempo, arriva a rappresentare ben oltre il 10% del portafoglio THÉMA, in modo da mantenere un livello di rischio equilibrato.

Non tutte le operazioni funzionano. Per questo motivo è essenziale che le perdite restino contenute.

Se una posizione rappresenta il 2% del portafoglio THÉMA e il prezzo si muove del 100% contro di noi, l'impatto sul capitale complessivo rimane minimo. A quel punto, si attende semplicemente la prossima configurazione favorevole.

Non è l'esito che cerchiamo, ma è esattamente questo il punto: ogni perdita è ingegnerizzata in anticipo. Non è un fallimento, è il costo calcolato di un rapporto rischio/rendimento costruito con precisione.

THÉMA vs R.A.P.T.O.R.: il contrasto sul rischio

Nel caso di R.A.P.T.O.R., una singola posizione può rappresentare fino al 25% del portafoglio, ma non permetteremo mai che crolli oltre l'8%. Quel livello è invalicabile. Non è una linea guida, è una regola assoluta.

Il contrasto con THÉMA emerge chiaramente: lì si accetta il drawdown in nome della tesi, qui il rischio è blindato con precisione chirurgica.

Perché lo facciamo?

Una singola operazione vincente è spesso sufficiente a compensare diverse piccole perdite. Il nostro approccio consiste nel tagliare rapidamente le perdite e lasciare correre i vincitori, proteggendoli durante le fasi di drawdown.

In sintesi, il nostro obiettivo è operare su un titolo fino a quando siamo convinti di aver individuato una posizione di lungo periodo su cui costruire. A quel punto rimuoviamo gli stop e manteniamo l'investimento nel tempo.

La nostra definizione

Cosa intendiamo per titolo tecnologico

Su questo sito ci occupiamo esclusivamente di titoli tecnologici.

Quando parliamo di titoli tecnologici, non ci riferiamo a una categoria dell'S&P500 — ci riferiamo a un concetto più profondo: quello di aziende che hanno introdotto un'innovazione così radicale da ridefinire il proprio mercato, o addirittura crearne uno nuovo.

La tecnologia non è un settore

È il modo in cui cambiamo come viviamo, mangiamo, lavoriamo, ci spostiamo e ci curiamo. È un modo di trasformare il mondo.

Tesla è un titolo tecnologico, anche se i libri contabili la classificano tra i consumi ciclici e la manifattura automotive. Robinhood lo è, pur operando nei mercati dei capitali. McDonald's lo è stato: quando intuì che si potevano servire panini identici in ogni angolo del mondo, stava introducendo un sistema operativo per la ristorazione. Syntex lo è stato negli anni '60, quando ottenne dall'FDA l'approvazione per la prima pillola anticoncezionale — un prodotto che cambiò la società prima ancora dei mercati. Le ferrovie lo erano, alla loro epoca.

Su questo sito ci occupiamo esclusivamente di questi titoli — aziende che hanno il potenziale per ridefinire il loro settore e generare crescita strutturale nel tempo.

Non siamo consulenti finanziari e non forniamo consulenza personalizzata. Le nostre analisi riflettono esclusivamente le nostre convinzioni e le operazioni che svolgiamo con il nostro capitale.
Missione

La nostra missione

La nostra missione è semplice.

Adottiamo un approccio fondamentale e rigoroso, centrato sul prodotto: lo stesso metodo con cui i migliori venture capitalist identificano opportunità straordinarie prima che inizi la fase di crescita accelerata. Quando quella crescita si manifesta, non facciamo altro che confermare una tesi che avevamo già costruito con cura.

Crediamo che i grandi trend tecnologici si muovano in cicli di hype, alimentati da micro-trend capaci di durare anni — sostenuti dagli incentivi strutturali che guidano le demografie dominanti nei mercati finanziari. Ma all'interno di ogni ciclo, solo poche aziende riescono davvero a soddisfare la domanda del mercato, generando una crescita esplosiva leggibile tanto nell'analisi fondamentale quanto in quella tecnica.

Sono queste le aziende che vogliamo detenere per l'intero arco del ciclo.

Questo sito nasce per aiutarti a fare tre cose:

  • Filtrare il rumore del mercato
  • Mantenere le posizioni sui veri vincitori
  • Proteggere il capitale limitando le perdite quando si sbaglia
  • Perché NON devi essere un “risparmiatore” (e perché invece devi essere moralmente orgoglioso di speculare)
    Pagina 12
  • È possibile battere i mercati per noi comuni mortali? (Spoiler: il mercato è una media di titoli che hanno risultati diversi, quindi… almeno metà di quei titoli lo sta già battendo!!)
    Pagina 22
  • Perché NON ha alcun senso investire in ETF se vuoi sovra-performare il mercato
    Pagina 17
  • La differenza tra Value Stock e Growth Stock e perché devi tradare esclusivamente queste ultime se vuoi generare rendimenti da capogiro sui mercati.
    Pagina 160
  • L’incontro del tutto casuale che ha stravolto la mia vita da Trader
    Pagina 97
  • Come staccarti dal 99% dei trader che perde soldi a causa della natura umana
    Pagina 52
  • Trading e Psicologia: come governare l’emotività per gestire con freddezza siberiana le tue posizioni a mercato.
    Pagina 57
  • I 7 grandi errori da non commettere MAI quando fai trading (ci sei incappato anche tu, è quasi matematico: da adesso in poi non lo farai MAI PIÙ)
    Pagina 62
  • Perché l’Analisi Fondamentale fine a se stessa è “l’occasione sprecata” da sempre di tutto il trading
    Pagina 79
  • Il motivo per cui l’Analisi Tecnica (fine a se stessa) NON funziona (non è la stessa cosa se davanti al portiere ci vado io o Cristiano Ronaldo…)
    Pagina 91
  • Mostri Sacri del Trading che mi hanno guidato nella creazione del Trend Positioning (non si tratta di Warren Buffet o Ray Dalio)
    Pagina 112
  • L’essenza del Trend Positioning: la “teoria del tutto” della comprensione dei mercati finanziari
    Pagina 146
  • Il protocollo R.A.P.T.OR: i 5 passi per scovare i titoli dal DNA esplosivo e tradarli al Top
    Pagina 148
  • Le 7 forze che consentono di mappare il DNA delle aziende che hanno il potenziale giusto per esplodere al rialzo e diventare degli outlier
    Pagina 149
  • Qual è l’unico ciclo di mercato in cui DEVI possedere i titoli azionari
    Pagina 144
  • Perché esistono i Pattern e come riconoscerli per comprare titoli pronti a decollare verso la Luna.
    Pagina 165
  • Come ho scovato ZOOM prima che fosse Zoom, con 6 mesi di anticipo sul resto del mondo.
    Pagina 357
  • Perché il mantra “investi su ciò che conosci” è l’errore numero uno di ogni trader.
    Pagina 157
  • Come riconoscere il trend e cavalcarlo fino alla fine, guadagnando rendimenti percentuali a tripla cifra.
    Pagina 164
  • Due parametri chiave per scartare i titoli spazzatura in pochi secondi.
    Pagina 187
  • La Forza Relativa: Il vantaggio più importante del Trend Positioner per riconoscere a colpo d’occhio i veri titoli leader di mercato (i così detti outlier).
    Pagina 158
  • Specific Buy Point – gli occhiali a raggi X per vedere quando gli operatori istituzionali hanno deciso di investire pesantemente in un titolo
    Pagina 188 e 372
  • Gli indicatori proprietari per ingressi a prova di scimmia. Con questi non puoi sbagliare.
    Pagina 370
  • Money Management: quanto capitale dedicare a ogni titolo azionario e come contenere il rischio di ogni singolo trade. Tradare le Growth Stock non è affatto più rischioso di altri investimenti.
    Pagina 195
  • Segnali inequivocabili di vendita che URLANO quando devi uscire fuori dal mercato.
    Pagina 374
  • Cosa hanno in comune l’ossessione del più grande Marketer di tutti i tempi e i titoli che vogliamo mettere in portafoglio
    Pagina 207
  • La storia si ripete: entra nel “laboratorio analisi” del TPRI e impara a riconoscere il DNA degli outlier, con ben 68 casi reali
    Pagina 214